Pandemia di coronavirus: le conseguenze psichiche

La situazione attuale ha effetti anche sulla salute psichica. La psicoterapeuta Yvik Adler parla dell’affluenza agli studi di psicoterapia, della depressione da covid e di come superare il periodo.

19.02.2021

Olivia Goricanec

Signora Adler, in questo periodo più persone hanno bisogno di assistenza psicologica?

Dall’inizio dell’estate noi psicologi e psicoterapeuti abbiamo assistito a un’ondata di richieste senza precedenti. Ancora adesso facciamo fatica a rispondere a tutte le richieste e non sappiamo come venirne a capo. Ogni giorno devo rifiutare tre nuovi pazienti. 

Il coronavirus ci accompagna da un anno. Come percepisce la situazione attuale?

Al momento la nostra società ha molte preoccupazioni, molte persone sono abbattute e non sanno come andare avanti. Le persone fanno fatica a sopportare la mancanza di prospettive. 

Durante il primo lockdown molti hanno iniziato a soffrire di disturbi d’ansia e ad oggi non li hanno ancora superati. 

Chi si rivolge a lei?

Persone dai 12 ai 72 anni d’età. Tra queste vi sono persone per le quali il problema principale è l’ansia. Hanno un terribile timore di contrarre il virus. Il virus blocca la loro intera esistenza. 

Altre persone, d’altra parte, mostrano i sintomi di una depressione. Dall’inizio dell’autunno noi terapeuti assistiamo a un ingente aumento. Soffrono di apatia, disperazione e preoccupazioni di carattere esistenziale. 

Poi ci sono anche persone che si sentono completamente in balia della situazione attuale e sono anche arrabbiate. Sono sotto tensione e irritate. La crisi provocata dal coronavirus e le misure in costante cambiamento le tormentano e le affaticano. Molte delle cose che per loro erano importanti ora non sono più possibili. E non è facile. Nell’ultimo periodo si rivolgono a me persone tendenzialmente più giovani in cerca di aiuto. 

Perché i giovani ne risentono particolarmente?

Gli adolescenti e i giovani hanno bisogno del contatto con i coetanei per il proprio sviluppo sociale e personale. Nel frattempo, per molti di loro l’istruzione si svolge ancora online. Sono situazioni psicologicamente stressanti. I giovani non sopportano bene l’isolamento e la monotonia.

Che effetti ha l’isolamento in particolar modo su di noi?

Noi uomini siamo fatti per stare in gruppo. Abbiamo bisogno dei contatti sociali, del contatto e dello scambio per sentirci a nostro agio. Il mondo virtuale può compensare molti aspetti, ma certamente non tutti. 

Come stanno le coppie e le famiglie al momento?

Molte coppie e famiglie vivono una situazione di forte stress perché la vicinanza e la distanza sono difficilmente regolabili con le limitazioni ai contatti. Ciò può inasprire i conflitti. Il livello di stress è alto quando si lavora in home office e allo stesso tempo ci si prende cura dei bambini. Le famiglie che si trovavano già in una situazione difficile prima della pandemia soffrono molto. Per questi genitori e bambini l’isolamento ha effetti piuttosto negativi sulla convivenza sociale.  

Al momento ho molte coppie che parlano di separazione o che si separano proprio

La chiamano anche i bambini?

No, i bambini non si rivolgono a me di persona. Sono i loro genitori a contattarmi, perché non sanno più cosa fare con i propri figli e ne sono sopraffatti. I bambini mostrano sintomi da stress, sono insicuri e alcuni rifiutano persino la scuola. I bambini sono afflitti dalla crisi legata al Covid-19 più di noi adulti.

E per quanto riguarda i suoi pazienti più anziani?

Per alcuni non fa molta differenza appartarsi. Sopportano meglio la situazione. Altri invece soffrono enormemente la solitudine. Alcuni di loro dicono persino: «Ehi, non potete rinchiudermi così facilmente. Vado ugualmente a fare la spesa.» Per queste persone è una situazione difficile e stressante. 

Quali saranno le conseguenze psicologiche di questa crisi provocata dal coronavirus?

Le ripercussioni sociali del distanziamento le scopriremo solo in futuro. La realtà è che durante una crisi le persone si avvicinano maggiormente e cercano di più la coesione sociale. Dal punto di vista virologico, questo è proprio ciò che bisogna evitare. Un dilemma. Per questo motivo è ancora più importante continuare a coltivare le relazioni sociali.

Come funziona?

Occorre tenersi sempre molto in contatto, se possibile, con le persone del proprio ambiente. Telefonarsi, scriversi, fare videochiamate e andare a passeggio in due mantenendo le distanze. Nel limite del possibile, bisogna tenersi impegnati dal punto di vista sociale e rimanere attivi. Per la nostra psiche non è salutare appartarsi. 

Quali possono essere le conseguenze di un totale isolamento?

Si sa indicativamente che il consumo di alcol da parte di persone con una determinata predisposizione è aumentato. L’ambiente delle persone con un problema di alcolismo deve essere vigile e reagire immediatamente, se necessario. Le persone affette da dipendenze nella maggior parte dei casi non chiedono personalmente aiuto. È possibile chiamare un consultorio o recarvisi personalmente con la persona interessata. 

Per le famiglie già sotto stress l’aumento della violenza domestica, anche nei confronti dei bambini, è attualmente un problema. Queste famiglie devono assolutamente ricevere sostegno dalle diverse istituzioni e non possono in nessun caso essere lasciate sole. 

Che cosa consiglia alle persone che soffrono di depressione da coronavirus?

Devono possibilmente restare attive. È importante non finire in una sorta di paralisi. Bisogna cercare di gestire attivamente la quotidianità. Pertanto, provvedere a strutturare chiaramente la giornata con momenti dedicati al dovere e altri al divertimento e prevedere anche delle distrazioni: uscite, telefonate, visione di film e creatività. Il movimento è estremamente importante perché aiuta a restare in salute e ha effetti positivi sul morale. 

Inoltre, non bisogna fare eccessivamente uso dei mass-media, in particolare di quelli che aumentano ulteriormente le proprie preoccupazioni. È importante lasciare spazio alla speranza e non dimenticarsi che tutto passa prima o poi.

Ragionare aiuta realmente?

Assolutamente. È importante tranquillizzarsi e dirsi: Ho già superato situazioni difficili, mi sono già ripreso/a da altro. Occorre pensare a cosa è stato utile in altre situazioni di crisi. Potrebbero essere utili esercizi di rilassamento o lo yoga. L’offerta online è molto ampia. Anche siti online come Dureschnufe.ch suggeriscono dei rimedi per superare la situazione. 

E se tutto questo non bastasse?

Se una persona continua ad avere molte preoccupazioni, si sente incredibilmente male, non dorme bene, è sempre sotto tensione o ha persino pensieri suicidi deve cercare immediatamente aiuto nel proprio ambiente. E se anche questo non basta, deve richiedere subito un aiuto professionale.

Le persone in difficoltà non sempre cercano personalmente aiuto. Deve essere l’ambiente a rivolgersi a queste persone?

Assolutamente sì. Occorre agire attivamente se si ha l’impressione che una situazione possa diventare pericolosa. In ogni cantone è presente un servizio per le emergenze, principalmente psichiatrico, che è possibile contattare 24 ore su 24. È sempre meglio contattarlo una volta di più che una di meno.

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Psicoterapeuta Yvik Adler Psicoterapeuta Yvik Adler

Psicoterapeuta Yvik Adler

Yvik Adler è psicologa specializzata in psicoterapia con un proprio studio a Soletta ed è co-presidente della Federazione Svizzera delle Psicologhe e degli Psicologi (FSP).

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