Intestino irritabile: sintomi, cause e trattamento

Cosa non dovrei mangiare in caso di intestino irritabile? Quali alimenti favoriscono i disturbi e cosa aiuta? Qual è la differenza tra intestino irritabile e morbo di Crohn? Esiste una terapia? Scoprite di più sulla sindrome e sul suo trattamento.

04.08.2026 Laetitia Reiner 5 minuti

Che cos’è un intestino irritabile?

L’intestino irritabile, denominato anche colon irritabile, è un disturbo funzionale dell’apparato digerente. È uno dei disturbi gastrointestinali più frequenti e si manifesta con intensità molto diverse. Dal punto di vista specialistico si parla di sindrome perché si manifestano contemporaneamente più disturbi tipici e le consuete visite non permettono di rilevare alterazioni organiche. Pertanto, la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è considerata una diagnosi per esclusione: sebbene i disturbi siano talvolta accentuati, i consueti esami non rivelano alterazioni nell’intestino. La sindrome dell’intestino irritabile è caratterizzata da disturbi ricorrenti o persistenti che colpiscono l’intestino. Tra questi rientrano anche alterazioni nell’evacuazione che vanno dalla diarrea alla stitichezza. Il decorso della sindrome dell’intestino irritabile è molto soggettivo: in alcune persone i disturbi regrediscono spontaneamente, in altre persistono permanentemente.

Importante: la sindrome dell’intestino irritabile non è pericolosa. Non provoca danni permanenti e non causa malattie gravi dell’apparato digerente. Molte persone percepiscono l’intestino irritabile come un peso. I sintomi complicano spesso la vita quotidiana. Le persone colpite si sentono a disagio e meno efficienti.

Differenza tra intestino irritabile, morbo di Crohn e colite ulcerosa

La sindrome dell’intestino irritabile e le malattie infiammatorie croniche dell’intestino come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa si differenziano nettamente. Un intestino irritabile provoca diversi disturbi come crampi addominali e flatulenza, ma non causa infiammazioni nell’apparato digerente. Il morbo di Crohn colpisce l’intero apparato digerente – dalla bocca all’ano – e provoca infiammazioni croniche che penetrano in profondità nella parete intestinale. La colite ulcerosa invece è circoscritta all’intestino crasso e colpisce soprattutto la mucosa. Entrambe le malattie causano spesso feci contenenti sangue, perdita di peso e sensazione generale di malessere. Le persone con malattie infiammatorie intestinali sono inoltre esposte a un rischio maggiore di cancro dell’intestino.

Intestino irritabile: segnali e sintomi

La sindrome dell’intestino irritabile comincia spesso in età adolescenziale o all’inizio dell’età adulta. Il decorso è caratterizzato da fasi alterne: i sintomi si manifestano per un certo periodo di tempo, scompaiono e spesso si ripresentano in un secondo momento. I disturbi hanno un’intensità variabile e cambiano da persona a persona. I segnali di un intestino irritabile sono collegati alle feci e spesso sono accompagnati da altri disturbi dell’apparato digerente. I sintomi tipici della sindrome dell’intestino irritabile comprendono:

  • Mal di pancia: di regola un intestino irritabile causa dolori e un malessere generale all’addome. Solitamente si manifestano disturbi crampiformi o diffusi che spesso scompaiono dopo lo svuotamento dell’intestino.
  • Diarrea: alcune persone con l’intestino irritabile manifestano feci morbide o acquose, associate a un improvviso stimolo a defecare difficilmente controllabile.
  • Stitichezza: nel caso dell’intestino irritabile le feci sono spesso dure e nodose e possono essere espulse solo con forti spinte. Spesso rimane la sensazione di non aver svuotato completamente l’intestino.
  • Senso di gonfiore: La flatulenza è molto frequente in caso di intestino irritabile. Molte persone lamentano anche una pancia gonfia.
  • Muco nelle feci: in caso di sindrome dell’intestino irritabile può verificarsi una visibile presenza di muco nelle feci.

I disturbi cambiano spesso durante il decorso e non si manifestano sempre nella stessa forma. Oltre ai tipici problemi intestinali, molte persone affette da intestino irritabile riferiscono di ulteriori sintomi come dolori alla schiena o stanchezza persistente. Dato che sintomi simili si manifestano anche in altre malattie, è importante che vi sottoponiate a una visita medica per ricevere una diagnosi chiara e il sostegno adeguato per i vostri disturbi.

Sindrome dell’intestino irritabile: sintomi nei bambini

Nei bambini la sindrome dell’intestino irritabile si manifesta in forma simile a quella degli adulti, con dolori addominali, diarrea, stitichezza o abitudini di defecazione variabili. Inoltre, nei bambini con intestino irritabile nausea o vomito sono più frequenti. Stando agli studi, la sindrome dell’intestino irritabile è più diffusa tra le ragazze che tra i ragazzi.

Come ha origine un intestino irritabile?

L’esatta causa della sindrome dell’intestino irritabile non è ancora stata chiarita. Gli studi dimostrano che vi è un’interazione di diversi fattori. Gli esperti parlano di un processo complesso che coinvolge l’intestino, il sistema nervoso, il sistema immunitario e fattori psichici. Tra le possibili cause di un intestino irritabile rientrano diversi fattori interni ed esterni:

Cambiamenti nel corpo

  • Asse intestino-cervello alterato: l’interazione tra intestino e cervello è alterata in presenza della sindrome dell’intestino irritabile. In alcune circostanze questo disturbo può influire sulla percezione del dolore e sul controllo della digestione.
  • Nervi intestinali ipersensibili: in molte persone colpite, i nervi dell’intestino sono particolarmente sensibili. Anche esercizi fisici normali o un allungamento dell’intestino possono causare dolore o malessere.
  • Disturbi della muscolatura intestinale: la muscolatura intestinale non funziona sempre in modo uniforme. Questo può causare diarrea, stitichezza o un’alternanza tra le due.

Altri fattori d’influenza

  • Flora intestinale alterata: gli studi evidenziano differenze nel microbioma, ovvero l’insieme dei batteri intestinali, tra persone affette da IBS e persone sane. Tali cambiamenti influiscono sulla digestione e sul sistema immunitario.
  • Intolleranze: alcune persone affette hanno difficoltà a tollerare determinati alimenti anche se non sono allergiche o intolleranti. In questi casi, gli esperti parlano di intolleranze alimentari funzionali.
  • Infezione intestinale: in alcune persone, l’intestino irritabile ha origine a seguito di un’influenza intestinale acuta.

Spesso molti di questi fattori interagiscono tra loro, complicando la diagnosi e il trattamento. Inoltre, spesso non è possibile stabilire con certezza se un determinato fattore ha scatenato l’intestino irritabile o se si è sviluppato solo nel corso della malattia.

Riconoscere l’intestino irritabile: diagnosi

Si è in presenza di sindrome dell’intestino irritabile quando sono soddisfatti i seguenti criteri:

  • Disturbi come dolore addominale, flatulenza o alterazioni delle feci persistono da almeno tre mesi.
  • I sintomi limitano sensibilmente la qualità della vita.
  • Non vi sono indicazioni di altre malattie che spieghino i disturbi.

Non esiste un test specifico che confermi direttamente la sindrome dell’intestino irritabile. L’IBS è una diagnosi per esclusione. I medici esaminano quindi altre possibili cause. Di solito all’inizio si svolge un colloquio approfondito in merito a disturbi, intolleranze note e malattie preesistenti. Segue quindi un esame fisico dell’addome, completato da esami del sangue e delle feci. In questo modo è possibile escludere, ad esempio, infezioni o intolleranze alimentari. A seconda dei disturbi seguono ulteriori esami, ad esempio una colonscopia. Serve a distinguere l’intestino irritabile dalle malattie infiammatorie croniche dell’intestino o da altre alterazioni dell’apparato digerente.

Importante: alcuni sintomi non sono compatibili con un intestino irritabile. Il sangue nelle feci o la febbre sono segnali di allarme per altre malattie gravi. Pertanto, rivolgetevi immediatamente a un medico se manifestate questi disturbi.

Cosa aiuta in caso di intestino irritabile?

Non esiste una terapia standard per curare l’intestino irritabile. Dato che il quadro clinico è così vario, per il trattamento si possono prendere in considerazione diverse misure. Il metodo di trattamento più indicato dipende dal disturbo. Spesso i medici consigliano di provare diversi metodi e di osservare la propria reazione. Con il tempo, molte persone affette da IBS sviluppano una percezione di quali fattori aggravano o alleviano i loro sintomi. L’obiettivo è tenere maggiormente sotto controllo i disturbi con uno stile di vita sano, un’alimentazione adeguata e, se necessario, medicamenti.

L’intestino irritabile nella vita di tutti i giorni: cosa potete fare

Molte misure possono essere facilmente attuate nella vita quotidiana e possono influenzare notevolmente i disturbi. Spesso sono i piccoli cambiamenti ad avere un grande impatto:

  • Mangiare lentamente e consapevolmente: prendetevi il tempo necessario per i pasti e masticate accuratamente. Questo facilita la digestione.
  • Ritmo alimentare regolare: i pasti strutturati aiutano l’intestino a trovare un ritmo regolare.
  • Movimento: una passeggiata dopo i pasti favorisce la digestione e spesso allevia i disturbi come il gonfiore o la flatulenza.
  • Riconoscere i fattori scatenanti individuali: prestate attenzione a quali alimenti o situazioni aggravano i vostri disturbi. Tenete un diario: documentando i sintomi e le misure adottate riconoscerete più facilmente i fattori scatenanti personali.
  • Ridurre caffè e alcol: entrambi possono irritare ulteriormente l’intestino e aggravare i disturbi.

Trattare l’intestino irritabile con rimedi casalinghi

L’olio di menta piperita è un rimedio casalingo efficace per l’intestino irritabile. Rilassa la muscolatura intestinale e allevia i dolori crampiformi e la flatulenza. Anche le combinazioni di menta piperita, cumino e anice mostrano effetti positivi sul dolore e sulla sensazione di gonfiore.

Inoltre, molte persone con la sindrome dell’intestino irritabile ricorrono a semplici misure di autoaiuto. Ad esempio, le borse dell’acqua calda o i bagni caldi sono percepiti come una misura benefica e utile contro dolori addominali e crampi nella vita quotidiana. 

Medicamenti contro l’intestino irritabile

In caso di intestino irritabile, i medicamenti impiegati dipendono dal disturbo. A seconda del tipo e dell’intensità possono essere indicati diversi principi attivi. Questi medicamenti sono spesso utili nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile:

  • Antidiarroici: questi medicamenti sono indicati in caso di intestino irritabile con diarrea. Rallentano il movimento intestinale, prolungano la permanenza delle feci nell’intestino e le rendono più compatte.
  • Lassativi: i lassativi aiutano in caso di stitichezza. Ammorbidiscono le feci e ne facilitano l’espulsione.
  • Antispasmodici: i principi attivi antispasmodici rilassano la muscolatura dell’intestino e aiutano ad alleviare dolori e crampi.
  • Probiotici: in caso di intestino irritabile spesso si consigliano preparati contenenti ceppi batterici selezionati. Migliorano la composizione della flora intestinale e alleviano flatulenza o dolori addominali.
  • Antidepressivi: in caso di forte dolore o disturbi accentuati, i medici prescrivono talvolta degli antidepressivi. A basse dosi possono ridurre la sensibilità al dolore.

Importante: non assumete i medicamenti per l’intestino irritabile senza consultare un medico. Rivolgetevi a uno specialista per capire quale trattamento è più adatto ai vostri disturbi.

Lo stress è un fattore scatenante dell’intestino irritabile?

L’intestino irritabile non è considerato un disturbo psicosomatico puro, ma chiarisce il legame tra intestino e psiche. Le malattie psichiche come la depressione o i disturbi d’ansia spesso amplificano i sintomi fisici della sindrome dell’intestino irritabile. Si crea così un circolo vizioso: stress, tensione, paure o preoccupazioni peggiorano i disturbi, che a loro volta aumentano lo stress psicologico. Questo circolo vizioso spesso si aggrava nel tempo e influisce sia sul benessere fisico sia sulla stabilità psichica.

Gli specialisti considerano la sindrome dell’intestino irritabile non solo come un semplice disturbo intestinale. Anche il sistema nervoso e la psiche svolgono un ruolo importante. Lo stress acuto o persistente influisce sulla digestione e rende l’intestino più sensibile. Di conseguenza, il movimento intestinale e la digestione subiscono un’alterazione. Nelle fasi di stress ciò può provocare stitichezza o flatulenza.

Le misure per la riduzione dello stress e per una migliore gestione dei disturbi sono pertanto una parte importante della terapia per la sindrome dell’intestino irritabile. Tra queste figurano:

  • Psicoterapia: è dimostrato che la psicoterapia aiuta a modificare gli schemi mentali e le reazioni ai segnali fisici. Le persone con l’intestino irritabile imparano a superare le sollecitazioni come la paura della diarrea e a tenere sotto controllo i propri disturbi nella vita quotidiana.
  • Movimento: l’esercizio fisico regolare stimola la digestione e riduce lo stress. Aiuta a gestire i sintomi concomitanti di un intestino irritabile come dolori articolari o stanchezza e favorisce il benessere generale.
  • Rilassamento: tecniche come il rilassamento muscolare progressivo o il training autogeno riducono il livello di stress. In questo modo si possono ridurre i sintomi dell’intestino irritabile.

Quale alimentazione aiuta in caso di intestino irritabile?

Non esiste una dieta uniforme che vada bene allo stesso modo per tutti coloro che soffrono di un intestino irritabile. L’alimentazione dovrebbe essere adeguata ai disturbi, in base ai sintomi e alle intolleranze personali. 

Un approccio che negli ultimi anni ha ricevuto particolare attenzione è l’alimentazione FODMAP. L’intestino irritabile è spesso associato a una maggiore sensibilità a determinati carboidrati. I FODMAP sono carboidrati difficili da digerire che fermentano nell’intestino e spesso aumentano flatulenza, dolori addominali e diarrea. Secondo gli studi, un’alimentazione povera di FODMAP in molti casi migliora questi sintomi. Tra gli alimenti ricchi di FODMAP vi sono soprattutto:

  • Cipolle e aglio
  • Legumi come fagioli, lenticchie e ceci
  • Cereali contenenti glutine come frumento, segale e farro
  • Latte e latticini ad alto contenuto di lattosio
  • Frutti come mele, pere o lamponi
  • Sostituti dello zucchero come sorbitolo o mannitolo

L’importante non è tanto redigere un rigoroso elenco di divieti, quanto piuttosto individuare consapevolmente quali alimenti aggravano i disturbi.

La dieta FODMAP non va tuttavia seguita di propria iniziativa né in modo rigoroso per lungo tempo. Prevede una procedura in più fasi (fase di eliminazione, reintroduzione e personalizzazione) e deve essere seguita da uno specialista. Senza una guida si rischia di eliminare molti cibi inutilmente. Ciò può portare a un’alimentazione poco equilibrata, a una carenza di nutrienti o a una diminuzione della varietà di batteri intestinali buoni. Una consulenza nutrizionale specializzata vi aiuterà a trovare un’alimentazione equilibrata adatta.

Non esitate a cercare aiuto se avete un intestino irritabile. Il primo punto di riferimento è il vostro medico di famiglia. Se necessario, vi indirizza a un medico specialista in malattie del tratto gastrointestinale. In questo modo ricevete una diagnosi affidabile e scoprite quali misure sono più opportune per la vostra situazione. A seconda dei disturbi, può essere utile una consulenza nutrizionale specializzata per adeguare l’alimentazione alle proprie esigenze. Con un’alimentazione equilibrata e una riduzione consapevole dello stress contribuite inoltre a tenere sotto controllo la sindrome dell’intestino irritabile e a migliorare la qualità della vostra vita.

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