Bruciore, senso di pressione o rigurgito acido: i disturbi gastrici possono avere diverse cause. Cosa si nasconde dietro l’iperacidità gastrica, che ruolo svolge l’alimentazione e quali rimedi casalinghi aiutano in caso di disturbi occasionali?
La mucosa gastrica produce ogni giorno dai 2 ai 4 litri di succo gastrico. Questo è composto principalmente da acqua, acido cloridrico ed enzimi digestivi. L’acido gastrico scompone il cibo, lo prepara per le successive fasi digestive ed elimina gli agenti patogeni. Il succo gastrico ha un valore di pH compreso tra 1 e 1,5. Per evitare che la secrezione aggressiva attacchi lo stomaco, la parete gastrica si protegge con uno strato di muco. In caso di iperacidità gastrica, la mucosa gastrica produce una quantità eccessiva di acido cloridrico. Il termine medico per questo fenomeno è, appunto, iperacidità.
È importante distinguere tra iperacidità gastrica e reflusso: nel secondo caso, il contenuto dello stomaco rifluisce nell’esofago. Sebbene questa condizione possa essere favorita dall’iperacidità gastrica, più spesso è causata da un disturbo funzionale dello sfintere tra stomaco ed esofago. I disturbi da reflusso possono quindi manifestarsi anche quando l’acidità nello stomaco non è elevata.
L’iperacidità si manifesta nella maggior parte dei casi con fitte o bruciore nella parte superiore dell’addome. Oltre al mal di stomaco, soprattutto al mattino si possono verificare nausea o, nei casi più gravi, vomito.
L’iperacidità gastrica può causare il reflusso e i sintomi ad esso associati, come bruciore di stomaco, con una sensazione di bruciore dietro lo sterno, nell’esofago fino alla gola, o tosse secca. Inoltre, un rigurgito acido frequente altera l’ambiente in bocca e in gola, provocando una sgradevole alitosi.
Buono a sapersi: per alcuni segnali di allarme legati all’eccesso di acido gastrico è necessario un accertamento medico. Se i disturbi sono gravi, persistono per più di due settimane, provocano mal di stomaco persistente o presenza di sangue nel vomito o nelle feci, consultate un medico.
Il bruciore di stomaco e il rigurgito acido vengono facilmente associati all’iperacidità gastrica. In realtà, però, la causa è il reflusso. Poiché lo sfintere tra stomaco ed esofago non si chiude correttamente, il contenuto dello stomaco rifluisce nell’esofago, irritandone la mucosa. Questo provoca disturbi molto diffusi come bruciore di stomaco e rigurgito acido, tosse secca e alitosi. Il reflusso è favorito, tra le altre cose, dal sovrappeso, da pasti abbondanti o da una gravidanza.
L’iperacidità gastrica è dovuta a diverse cause. Alimentazione, stile di vita e medicamenti svolgono un ruolo importante:
Spesso l’iperacidità è causata da cibi grassi, molto speziati o ricchi di zuccheri. Anche le bevande gassate e l’alcol stimolano la produzione di acido gastrico.
Un’alimentazione frenetica, pasti abbondanti a tarda sera e lo stress prolungato favoriscono l’insorgenza dell’iperacidità. A causa dell’effetto irritante della nicotina, il fumo stimola l’aumento dell’acido gastrico.
Alcuni medicamenti, in particolare gli antidolorifici come l’acido acetilsalicilico o il diclofenac, possono irritare la mucosa gastrica. Stimolano la produzione di acido gastrico e, in caso di assunzione prolungata, indeboliscono lo strato di muco naturale.
Talvolta dietro all’iperacidità gastrica si nasconde un’infezione batterica. Soprattutto il batterio «Helicobacter pylori» induce lo stomaco a produrre acido in eccesso. Allo stesso tempo, attacca la mucosa gastrica protettiva e può quindi causare un’infiammazione dello stomaco (gastrite).
L’iperacidità gastrica può, seppur non necessariamente, essere accompagnata da disturbi intestinali. Se si manifestano spesso flatulenza o altri sintomi come nausea, crampi addominali o diarrea, si consiglia di effettuare un test per le intolleranze alimentari. Quelle non diagnosticate, come un’intolleranza al lattosio, irritano lo stomaco a lungo. Possono manifestarsi sintomi simili a quelli dell’iperacidità o del reflusso, come ad esempio bruciore di stomaco o senso di gonfiore.
A seconda della causa e dell’intensità dei disturbi, sono disponibili diversi trattamenti. Come prima misura, vale la pena adeguare in modo mirato l’alimentazione e lo stile di vita. Anche i rimedi casalinghi possono offrire un aiuto rapido ed efficace. Se queste misure non danno risultati, si consiglia di sottoporsi a un accertamento medico.
Un’alimentazione che non affatica lo stomaco permette di migliorare in modo duraturo i disturbi legati all’iperacidità e prevenire nuovi episodi. Alimenti selezionati neutralizzano l’acido gastrico in eccesso e leniscono l’apparato digerente.
Prestate attenzione ai segnali del vostro corpo: cercate di capire quali alimenti accentuano i sintomi e quali vi fanno bene. Evitate cibi sensibili per il vostro stomaco. Per 1 o 2 settimane, annotate ciò che mangiate e quali disturbi avvertite. In questo modo potrete individuare possibili correlazioni.
Soprattutto in caso di disturbi lievi o occasionali come bruciore di stomaco, pressione allo stomaco o senso di gonfiore, i rimedi casalinghi possono avere un effetto lenitivo, neutralizzante o antispasmodico:
Un rimedio casalingo spesso utilizzato in caso di iperacidità gastrica è il bicarbonato di sodio, contenuto ad esempio nel lievito in polvere. Sebbene il bicarbonato di sodio neutralizzi l’acido gastrico in eccesso, a causa dei possibili effetti collaterali non dovrebbe essere assunto senza aver consultato un medico o un farmacista.
Importante: i rimedi casalinghi non sostituiscono le visite mediche e sono indicati soprattutto in caso di sintomi non acuti di iperacidità gastrica. L’efficacia di questi rimedi varia spesso da persona a persona. Provate i rimedi casalinghi con cautela e d’intesa con uno specialista, prestando attenzione a come reagisce il vostro corpo.
Spesso nell’ultimo trimestre di gravidanza si soffre di bruciore di stomaco. Da un lato, il progesterone rilassa la muscolatura e indebolisce lo sfintere tra stomaco ed esofago. Dall’altro, l’utero in crescita esercita una pressione sullo stomaco. Entrambi i fattori favoriscono il reflusso. Dopo il parto, questi disturbi della gravidanza spesso scompaiono da soli.
Se né gli adeguamenti all’alimentazione né i rimedi casalinghi producono l’effetto desiderato, può essere d’aiuto un trattamento farmacologico con i seguenti medicamenti:
Importante: prestate attenzione a un uso corretto dei medicamenti. Chiedete al vostro medico o farmacista una consulenza dettagliata sugli effetti collaterali e sulle interazioni con altri medicamenti.
Se lo stomaco rimane in uno stato di iperacidità per un periodo prolungato, aumenta il rischio di gravi conseguenze per la salute:
Irritazioni o infiammazioni persistenti dello stomaco e dell’esofago aumentano a lungo termine il rischio di gravi alterazioni della mucosa o di cancro. Se la causa dell’iperacidità gastrica o del reflusso non è chiara o se i disturbi non migliorano nonostante un’alimentazione adeguata e un cambiamento dello stile di vita, si consiglia un accertamento medico. Una diagnosi precoce vi aiuterà ad agire in modo mirato e a evitare disturbi a lungo termine.
Per questo articolo, l’esperta ha affiancato il team della redazione fornendo la propria consulenza. Cécile Rohrer Kaiser (Master of Public Health, Università di Zurigo) lavora per la consulenza sulla salute di Helsana. Assiste la clientela che ha domande sulla prevenzione e sulla promozione della salute.
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