Supporto nel lutto: come affrontare un lutto?

Separazione, morte o una grave malattia: sono tanti i motivi per cui soffriamo. L’importante è affrontare queste forti emozioni, sia se direttamente coinvolti sia se chiamati a offrire sostegno.

25.08.2022 Nina Merli 4 minuti

A una perdita grave spesso fa seguito un profondo dolore, con una sensazione di grande tristezza, disperazione e impotenza.

Ognuno reagisce in modo diverso. Anche le cause del dolore sono molto personali: la morte di una persona cara, una separazione, la perdita del lavoro o un evento traumatico possono sconvolgerci la vita. Cosa posso fare per superare un trauma così forte? E come posso aiutare una persona cara in lutto?

Perché il lutto è importante?

Un lutto non elaborato può tradursi in disturbi fisici e psicologici. Spesso ci rendiamo conto di quanto sono strettamente legati tra loro corpo e spirito solo nel momento del dolore. Per questo motivo è importante confrontarsi con il lutto, vederlo come un processo di guarigione indispensabile per la nostra anima e quindi prendersi tempo e spazio a sufficienza.

Come si manifesta il lutto?

Le persone colpite da un lutto vivono un turbinio di emozioni. Provano tristezza, disperazione, nostalgia, avvilimento, shock, collera ma anche una sensazione di sollievo. Il lutto può sfociare in una depressione. A livello fisico, può manifestarsi con tachicardia, affanno o una sensazione di vuoto allo stomaco. Possono insorgere anche spossatezza insistente, disturbi del sonno o caduta dei capelli.

Le fasi del lutto

Per molto tempo il processo del lutto è stato definito con un modello a cinque fasi con i seguenti passaggi:

  • Negazione: «Non può essere vero!» 
  • Rabbia: «Perché proprio io?» 
  • Patteggiamento: «Come posso tornare indietro?» 
  • Depressione: «Non ne voglio più sapere, non ce la faccio più.» 
  • Accettazione: «Accetto la situazione e guardo avanti.»

Nel frattempo, tuttavia, questo modello delle fasi del lutto è ritenuto superato dal punto di vista scientifico e gli esperti ne sconsigliano l’applicazione. Il famoso psicologo, ricercatore nel campo del lutto e autore George Bonanno ha pubblicato diversi studi in cui confuta il modello tradizionale delle fasi. Sulla base di esempi concreti ha inoltre mostrato come un lutto possa non solo essere superato, ma anche innescare un cambiamento positivo nelle persone colpite.

Imponendo una serie di fasi del lutto prestabilite si corre il rischio di fuorviare le persone in lutto e i familiari, in quanto ogni situazione può evolversi in maniera completamente diversa. Negli ultimi anni, la ricerca internazionale in questo ambito ha più volte sottolineato come il lutto sia un’esperienza individuale e come fattori esterni o aspettative ne possano compromettere il naturale percorso di elaborazione.

Secondo il parere dello psicologo George Bonanno, il lutto si manifesta a ondate: dopo la morte di una persona cara, chi resta è quasi sempre sopraffatto da una profonda sofferenza, tuttavia frammista anche a sensazioni positive, che aiutano a sopportare la perdita e a superare la pena. Con il passare del tempo, l’intensità del dolore si attenua, così che le ondate di tristezza diventano più sopportabili fino a quando la persona in lutto non ritrova il proprio equilibrio e con esso la capacità di andare avanti. Il modello a onde fornisce una spiegazione del perché le persone in lutto vivono momenti sopportabili o «normali» già poco dopo il funerale, riuscendo persino a ridere, per sprofondare di lì a poco di nuovo nel dolore.

Come affrontare «correttamente» un lutto?

Come per la maggior parte dei disturbi emotivi, anche per il lutto non esiste una ricetta universalmente valida, perché ciascuno lo vive a modo suo. Mentre per alcuni è di aiuto piangere, altri non lasciano trasparire molte emozioni, il che non significa che stiano soffrendo di meno. Altri ancora si buttano a capofitto nel lavoro oppure cercano di distrarsi con altri rimedi. Tanto per chi elabora un lutto quanto per chi cerca di dare una mano è importante ricordare che non esiste un comportamento «giusto» o «sbagliato» in questa circostanza.

Parlare può essere terapeutico

Quando si attraversa una fase del lutto, non è sempre facile aprirsi con gli altri. Parlare, tuttavia, può essere terapeutico come si evince dal detto «mal comune, mezzo gaudio». È meglio evitare di chiudersi in se stessi e cercare invece il confronto con amici e familiari, cercando così di inquadrare meglio i propri sentimenti. Le emozioni vanno mostrate senza provare alcuna vergogna.

Tenere un diario

Scrivere può essere un modo efficace di elaborare un lutto. Tenere un diario può aiutare a mettere ordine tra i propri pensieri ed esprimere i propri sentimenti. Non dimenticate di appuntare anche le esperienze positive così come i bei ricordi.

Accettare ogni sensazione

Un lutto può provocare comportamenti molto contraddittori o sensazioni inattese: non tutti vivono questo evento traumatico secondo lo «schema X».

Come dovrebbero comportarsi familiari e amici di una persona in lutto?

In seguito alla morte del suo partner, la terapista del lutto Bettina Konetschnig ha scoperto quanto può essere intenso e inatteso il dolore per una perdita e in quanti modi diversi può manifestarsi. Tra le frasi meno appropriate da rivolgere a chi è in lutto menziona: «Non è tutto così negativo come sembra, cerca di guardare avanti.» «Troverai di sicuro un’altra persona.» Oppure: «Il tempo guarisce tutte le ferite.»

Konetschnig consiglia invece di puntare di più sulla sincerità: «Non c’è niente di sbagliato nel far presente a una persona in lutto che è molto provata e che non sa come affrontare la situazione.»

Offrire aiuto concreto

«Chiamami quando hai bisogno di me». Una frase che denota sicuramente buone intenzioni, ma secondo Konetschnig le proposte concrete sono più utili perché spesso chiedere aiuto richiede un grosso sforzo da parte di chi sta soffrendo. (Maggiori informazioni nel contributo video.)

Pertanto:

  • Chiamate, chiedete più volte se potete aiutare o passare.
  • Offritevi di fare la spesa o di cucinare.
  • Offritevi di badare ai bambini.
  • Offritevi (soprattutto nel caso di un decesso) di sbrigare le varie pratiche amministrative.
  • Chiedete se ci sono problemi di natura finanziaria.
  • Con tutta la disponibilità ad aiutare: ascoltate.
  • Accettate se la vostra offerta di aiuto viene respinta.

Stare vicini anche nel lungo termine

Quando qualcuno perde una persona amata, il turbamento è grande nella cerchia di conoscenze, soprattutto nell’immediatezza e fino ai funerali. Ma un aiuto diventa necessario soprattutto dopo, quando la persona in lutto deve tornare alla sua vita quotidiana. Il lutto non conosce periodi standard e non ha una durata fissa.

Ridere insieme

Piangere insieme è importante. Ma bisogna anche ridere. Regalate a chi soffre bei ricordi o aneddoti della persona cara. Confrontatevi. Tutte le sensazioni hanno diritto di manifestarsi quando si attraversa una fase di lutto e vanno condivise.

Convivere con il lutto: le testimonianze di chi ci è già passato

I partner di Bettina Konetschnig ed Ewa Bolli sono entrambi morti di cancro. In questo momento difficile le due amiche si sono aiutate e sostenute a vicenda. Nel contributo video raccontano cosa le ha aiutate a superare il lutto e a cosa non intendono rinunciare.

Dove trovare aiuto professionale?

La strada per superare un lutto può rivelarsi piena di ostacoli. Gli esperti consigliano a chi dopo sei mesi è ancora oppresso nel proprio dolore per il lutto, di cercare un aiuto professionale. Ci si può rivolgere a medici di famiglia, terapeuti, gruppi di autoaiuto o altre istituzioni specializzate:

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Ulteriori informazioni sulla consulenza sulla salute

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