Emergenze nei bambini: ecco le cose giuste da fare

I bambini si lanciano spensierati nelle loro avventure e spesso non sono consapevoli dei pericoli a cui vanno incontro. Scoprite di più sulle situazioni di emergenza più comuni che riguardano i bambini dentro e fuori casa. Così sarete preparati nel ruolo di genitori di bambini e neonati.

10.09.2020

Diana Knecht

Nella cameretta, in cucina o in giardino, le fonti di pericolo sono ovunque: fornelli caldi, cavi elettrici sparsi per terra, lo stagno nel giardino del vicino o pastiglie colorate e appetibili flaconcini in bagno. Il cibo stesso, come l’uva o le carote crude, può essere pericoloso perché può rimanere bloccato in gola.

Anche la massima attenzione spesso non basta a evitare che il bambino si cacci in qualche guaio casalingo. Inoltre, anche le malattie richiedono talvolta interventi di primo soccorso. Sapete cosa fare in questi casi? Il nostro consiglio: frequentate un corso di primo soccorso per bambini piccoli. Avrete l’occasione di fare pratica con tecniche come la compressione toracica o la manovra di Heimlich.

Buono a sapersi

In caso di emergenza come avvelenamenti o cadute sulla testa, nei bambini si procede come negli adulti. Scoprite di più sui sintomi e sui fattori scatenanti dei casi di emergenza più comuni e informatevi su come dovete intervenire in caso di emergenza.

Così si presta il primo soccorso ai bambini in caso di emergenza

In caso di emergenza la regola d’oro è mantenere la calma e controllare se il bambino è cosciente e respira. In caso contrario, chiamate il numero d’emergenza 144 e rianimate immediatamente il bambino.

  • Neonati (meno di un anno di vita): girate il bambino sulla pancia con la testa inclinata verso il basso, al di sotto dell’altezza del torace. Battete cinque volte fra le scapole con la mano aperta. Se questa manovra non basta, praticate cinque compressioni toraciche, premendo cinque volte con due dita al centro del torace, appena sotto la linea dei capezzoli. Ripetete questa procedura finché il bambino non sputa l’oggetto oppure finché non lo si sente piangere chiaramente.
  • Bambini piccoli (più di anno di vita): incitate il bambino a tossire. Se questo non aiuta, battete cinque volte fra le scapole con la mano aperta, tenendo il bambino piegato in avanti (per esempio sulle ginocchia). Se questa manovra non dà l’esito sperato, eseguite la manovra di Heimlich per cinque volte.
  • Dopo che il bambino avrà espulso il corpo estraneo ingerito, bisogna chiamare comunque il medico.
  • Chiamate il numero d’emergenza 144 se il bambino sta per soffocare o se perde conoscenza.

 

Così si pratica la manovra di Heimlich

La manovra di Heimlich è una misura immediata salvavita per liberare le vie respiratorie da un corpo
estraneo. Va praticata seguendo queste istruzioni:

  1. Abbracciate il bambino da dietro all’altezza del ventre e stringete una mano in un pugno.
  2. Afferrate il pugno con l’altra mano.
  3. Spingete indietro con entrambe le mani, compiendo un movimento
    secco e brusco verso l’alto. 

Mettete subito l’area ustionata sotto l’acqua calda a circa 20 gradi per 10 minuti. Se si tratta di neonati, bambini piccoli e ustioni estese, fate attenzione al rischio di ipotermia. Applicate sulla ferita una benda sterile. Qualora fosse necessaria assistenza medica, coprite la pelle con della plastica (pellicola per uso domestico). In caso di ustioni al volto, ai genitali, alle articolazioni e in caso di ustioni estese o se si intravede lo strato di tessuto sottostante, è necessario chiamare il numero d’emergenza 144.

Staccate la spina o l’interruttore generale della corrente. Se ciò non fosse possibile, isolate il bambino dalla fonte della corrente elettrica servendovi di un oggetto asciutto, non conduttore, come il legno o la pelle. Se il bambino non è cosciente ma respira va sistemato nella posizione laterale di sicurezza. Se non respira più bisogna cominciare a praticare le manovre rianimatorie. In ogni caso è necessario chiamare il numero d’emergenza 144.

Ecco come funziona la rianimazione Istruzioni per sistemare la persona nella posizione laterale di sicurezza

Il bambino è cosciente? Toglietegli i vestiti bagnati. Avvolgetelo in una coperta e riscaldatelo lentamente. Recatevi in ospedale. Se il bambino non è cosciente, chiamate il numero d’emergenza 144.

Se il bambino respira da solo, sistematelo nella posizione laterale di sicurezza. Se non respira, cominciate immediatamente a praticare le manovre rianimatorie.

Ecco come funziona la rianimazione Istruzioni per sistemare la persona nella posizione laterale di sicurezza

Lo pseudocroup è un’infezione virale della laringe e delle vie respiratorie. Il più delle volte, si presenta di notte. I tipici sintomi sono tosse abbaiante, raucedine, rumori respiratori di tipo rauco e insufficienza respiratoria. Cercate di tranquillizzare il bambino. Accompagnatelo fuori a prendere una boccata d’aria fresca oppure in bagno a respirare un po’ di aria umida. Se dopo 15 minuti la situazione non migliora o se il bambino non respira bene, chiamate il numero d’emergenza 144.

La convulsione febbrile è una crisi scatenata dalla febbre. Il più delle volte dura meno di cinque minuti. I tipici sintomi sono perdita di coscienza, irrigidimento del corpo e spasmi ritmici diffusi. Sistemate il bambino su una superficie sicura. Toglietegli i vestiti e sistematelo nella posizione laterale di sicurezza. Misurate la temperatura corporea e cercate di abbassarla. Non date niente al bambino in bocca finché non riprende conoscenza. Se la crisi persiste per oltre 10-15 minuti, chiamate il numero d’emergenza 144.

Istruzioni per sistemare la persona nella posizione laterale di sicurezza

André Roggli André Roggli

André Roggli

André Roggli lavora come capo settore ad interim di "Formazione e volontariato" della Federazione svizzera dei samaritani, un’organizzazione di salvataggio della Croce Rossa Svizzera. Da esperto in primo soccorso egli impartisce ai non addetti ai lavori una formazione a diversi livelli. In più, presta regolarmente servizi sanitari nelle organizzazioni e in varie occasioni. Per questo articolo, André Roggli ha affiancato il team della redazione fornendo consulenza informativa e redazionale.

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