Posizione laterale di sicurezza: come funziona

In quali casi è opportuno ricorrere alla posizione laterale di sicurezza? Quando è richiesta prudenza? E come funziona esattamente?

03.09.2020

Lara Brunner

Ci sono molti fattori che possono influire sul cervello e che possono offuscare la coscienza, come per esempio i disturbi circolatori, un colpo di calore o crisi convulsive dovute a una disfunzione cerebrale. Ricorrete alla posizione laterale di sicurezza se la persona colpita non è cosciente, ma respira normalmente.

Quali sono gli effetti della posizione laterale di sicurezza?

Con il progredire dello stato di incoscienza, vengono a mancare i riflessi di difesa, come tosse o deglutizione. Inoltre, il contenuto dello stomaco può risalire l’esofago e finire nella trachea, soffocando il soggetto. Nella posizione laterale di sicurezza, le vie respiratorie rimangono invece libere. La bocca diventa il punto più basso del corpo, permettendo a vomito o sangue di defluire verso l’esterno.

Quando è richiesta prudenza?

Utilizzate la posizione laterale di sicurezza anche se sospettate una lesione alla colonna vertebrale o delle vertebre cervicali. Il mantenimento della funzione respiratoria ha priorità. Assicuratevi di mantenere la colonna vertebrale quanto più diritta possibile e di portare il soggetto in posizione laterale di sicurezza con un solo movimento. Se possibile, chiedete aiuto ad altre persone.

Helsana finanzia corsi di primo soccorso

In qualità di partner della Croce Rossa Svizzera, Helsana si impegna affinché il maggior numero possibile di persone sia in grado di prestare primo soccorso in qualsiasi momento. Per i clienti dell’assicurazione integrativa ambulatoriale Completa, ora Helsana partecipa al 75% o fino a un massimo di 200 franchi ai costi di diversi corsi della Federazione svizzera dei samaritani, un’organizzazione di salvataggio della CRS.

Come funziona la posizione laterale di sicurezza?

  • Passaggio 1: inginocchiatevi a fianco dell’infortunato. Allungate il braccio più vicino a voi ad angolo retto con il palmo della mano rivolto verso l’alto.
  • Passaggio 2: afferrate l’altro braccio in corrispondenza del polso, piegandolo poi sul torace.
  • Passaggio 3: distendete le gambe dell’infortunato in modo che siano una affianco all’altra.
  • Passaggio 4: ruotate il soggetto sul fianco afferrandolo alla cintura scapolare e al bacino. La parete addominale è rivolta a terra e poggia sulla vostra coscia.
  • Passaggio 5: piegate ad angolo retto il braccio e la gamba che ora si trovano sopra, posizionando la testa della persona leggermente verso l’indietro. La bocca aperta è rivolta verso il basso.

Importante: assicuratevi che il soggetto continui a respirare e sia cosciente. Prestate attenzione ai segni vitali.

Caso particolare: donne incinte

Potete ricorrere alla posizione laterale di sicurezza anche per le donne in gravidanza. Assicuratevi tuttavia di posizionare l’infortunata sul lato sinistro. Infatti, sdraiando le gestanti sul fianco destro si corre il rischio di comprimere la vena cava, interrompendo il flusso sanguigno venoso verso il cuore e causando così disturbi cardiovascolari.

Caso particolare: neonati e bambini piccoli

A volte nel caso di neonati e bambini piccoli le proporzioni anatomiche del tronco, delle gambe e delle braccia non sono sufficienti per mantenere stabile il corpo sul fianco. In questo caso ricorrete alla posizione prona. Stendete il neonato o il bambino piccolo con la pancia rivolta verso il basso su un fondo caldo, ad esempio una coperta. Voltate la testa del bambino di lato e spingendola leggermente verso la nuca. Aprite la bocca così che la saliva o il vomito possano fuoriuscire.

André Roggli André Roggli

André Roggli

André Roggli lavora come capo settore ad interim di "Formazione e volontariato" della Federazione svizzera dei samaritani, un’organizzazione di salvataggio della Croce Rossa Svizzera. Da esperto in primo soccorso egli impartisce ai non addetti ai lavori una formazione a diversi livelli. In più, presta regolarmente servizi sanitari nelle organizzazioni e in varie occasioni. Per questo articolo, André Roggli ha affiancato il team della redazione fornendo consulenza informativa e redazionale.

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