Dimagrire tramite la riduzione dello stomaco: è possibile?

Nei casi di obesità severa, intervenire riducendo lo stomaco può aiutare a dimagrire. Qui trovate maggiori informazioni sui requisiti necessari per affrontare un’operazione di bypass gastrico e di resezione gastrica e sui rischi connessi.

17.02.2022 Tanja Kühnle 6 minuti

Non tutte le persone che soffrono di obesità riescono a ridurre il proprio peso con diete, movimento e psicoterapia. Pertanto, alcune di loro prendono in considerazione una riduzione dello stomaco. Con una resezione gastrica o un bypass gastrico vengono rimosse o isolate parti dello stomaco. Buono a sapersi: anche chi decide di sottoporsi a un intervento di riduzione dello stomaco deve modificare le proprie abitudini alimentari.

In quali casi è indicato ricorrere a una riduzione dello stomaco?

Si può valutare una riduzione dello stomaco nelle persone con obesità severa, ovvero a partire da un indice di massa corporea (BMI) di 35 kg/m2

Al calcolatore BMI di Promozione Salute Svizzera

Quali procedure per la riduzione dello stomaco esistono?

In Svizzera vengono adottati prevalentemente due metodi: il bypass gastrico e la resezione gastrica. Entrambi mirano a inibire la fame, l’appetito e gli attacchi di fame compulsiva in chi si sottopone all’intervento. Rispetto al bypass gastrico, l’intervento di resezione gastrica risulta più semplice da eseguire.

Bypass gastrico

L’operazione di bypass gastrico prevede la divisione dello stomaco in due porzioni. La piccola tasca che si crea nella porzione superiore viene messa in comunicazione con l’intestino tenue, mentre la restante parte, più grande, rimane attiva e continua a produrre succhi gastrici, che vengono convogliati nella parte inferiore dell’intestino tenue. In questo modo, gran parte del tratto digestivo viene appunto «bypassata» e il nuovo stomaco presenta un volume di appena 20 millilitri circa. 

Resezione gastrica

La resezione gastrica consiste nel recidere e nell’asportare una parte dello stomaco a forma di mezzaluna. La parte rimanente viene invece suturata, assumendo una forma tubolare. A differenza del bypass gastrico, questo tipo di intervento non è reversibile.

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Perché dopo un intervento di riduzione dello stomaco si dimagrisce?

In passato si pensava che la perdita di peso avesse due ragioni: in primo luogo, con uno stomaco più piccolo si mangia meno perché si avverte prima il senso di sazietà; in secondo luogo, il corpo digerisce il cibo introdotto solo in modo incompleto. Questo perché tramite la riduzione dello stomaco vengono «bypassate» parti dell’organo, e nel caso del bypass gastrico, anche parti del duodeno e dell’intestino tenue. Di conseguenza vengono assimilate meno calorie. Oggi sappiamo invece che il motivo principale della perdita di peso è legato al cambiamento dell’equilibrio ormonale: in seguito a una riduzione dello stomaco, le persone interessate avvertono meno lo stimolo della fame, hanno meno appetito e sono anche meno soggette ad attacchi di fame compulsiva.

Per ottenere questi cambiamenti ormonali, almeno in parte, è già sufficiente ridurre solo le dimensioni dello stomaco. Il bypass di parti dell’intestino, come nel caso di un bypass gastrico, non è necessario a questo scopo. In molti paesi, la procedura della resezione gastrica è quindi eseguita sempre più di frequente. 

Che tipo di alimentazione bisognerebbe seguire dopo un intervento di riduzione dello stomaco o di bypass gastrico?

Chi decide di sottoporsi a un intervento di riduzione dello stomaco deve modificare le proprie abitudini alimentari in modo permanente. In caso contrario, rischia di incorrere in problemi di digestione.

È importante mangiare soltanto piccole porzioni e masticare il cibo molto bene. Gli alimenti con un alto contenuto di zucchero e la carne a fibra lunga (ad es. la coscia) così come alcune verdure andrebbero evitati. Non è più consentito bere durante i pasti, ma solo trenta minuti prima e trenta minuti dopo, cercando di rispettare i tempi e bevendo preferibilmente a piccoli sorsi. Questo perché altrimenti lo stomaco, ormai di dimensioni ridotte, si riempie molto in fretta di liquidi e resta poco spazio per il cibo. Con il bypass gastrico, il chimo rischia inoltre di essere digerito in modo incompleto ed entrare nell’intestino tenue troppo velocemente. Questo cosiddetto «dumping» può causare problemi digestivi e circolatori.

Poiché la riduzione dello stomaco limita in maniera significativa l’assorbimento delle sostanze nutritive, le persone interessate devono inoltre assumere per il resto della loro vita integratori alimentari, la maggior parte dei quali sotto forma di compresse. Altri invece sono assunti per infusione, come il ferro, o per iniezione, come la vitamina B12.

Quali sono i rischi connessi a questi interventi?

Alcuni rischi sono legati all’intervento stesso. Ad esempio, possono verificarsi complicazioni associate all’anestesia o a un’emorragia durante l’operazione. Tuttavia, questi rischi sono ridotti grazie alla vasta esperienza acquisita col tempo negli interventi di riduzione dello stomaco.

Molte persone che si sono sottoposte a una riduzione dello stomaco soffrono di problemi digestivi, tra i quali rientrano, ad esempio, reflusso, vomito o diarrea. Può verificarsi anche la steatorrea, ovvero l’eliminazione di feci dall’aspetto untuoso.

Dato che il corpo digerisce il cibo solo in modo incompleto, un’altra conseguenza può essere la malnutrizione. Per evitare che questo accada, l’intervento deve essere eseguito in un ospedale certificato che garantisca un’assistenza post operatoria per tutta la vita.

 

Una riduzione dello stomaco porta sicuramente a una perdita di peso duratura?

No. In alcuni casi, le persone che si sono sottoposte all’operazione possono riprendere peso dopo averlo perso. Questa circostanza può verificarsi anche dopo un intervento di bypass gastrico. Attualmente, al riguardo, non sono purtroppo disponibili cifre concrete sul numero di persone interessate in Svizzera.

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