Come contrastare l’influenza intestinale?

Nausea improvvisa, vomito, diarrea: un’influenza intestinale può essere davvero fastidiosa. Per fortuna, è di solito innocua e dura poco. Come prevenirla? Come curarla? Ecco cosa c’è da sapere.

08.05.2020 Daniela Schori 7 minuti

L’influenza intestinale, o gastroenterite come la chiamano i medici, non ha nulla a che fare con una classica influenza. È un’infiammazione del tratto gastrointestinale. A causarla sono per lo più virus o batteri. L’infezione intestinale è un disturbo molto frequente, soprattutto nei bambini e durante i viaggi. I tipici sintomi sono nausea, crampi addominali, vomito e diarrea acuta. I disturbi hanno un esordio improvviso e possono essere anche molto intensi, a seconda della causa scatenante. Il nostro sistema immunitario vuole liberarsi infatti il prima possibile da questi intrusi patogeni.

Cause di un’influenza intestinale

A causarla sono quasi sempre i virus. Nei neonati e nei bambini piccoli gli agenti patogeni più frequenti sono i rotavirus, seguiti dai norovirus. Entrambe le infezioni virali scatenano una forte diarrea, spesso accompagnata da vomito a fiotti.

Le infezioni batteriche sono più rare, ma hanno un decorso più ostinato. Durano più a lungo e causano forti crampi e diarrea intensa o diarrea con vomito, accompagnata a volte da febbre alta. Gli agenti batterici più frequenti sono la Salmonella, il Campylobacter, la Yersinia, la Shigella e i ceppi patogeni del batterio intestinale Escherichia coli, abbreviato con E. coli. Il contagio avviene tramite acqua sporca, alimenti contaminati (ad es. carne cruda) e tramite il contatto con feci o animali.

Laddove sono i parassiti a scatenarla, ciò si verifica per lo più dopo viaggi in Paesi con bassi standard igienico-sanitari.

Come prevenire una gastroenterite?

Il contagio avviene per via orale-fecale, cioè toccando tracce fecali infette che attraverso la mano oppure attraverso oggetti o alimenti contaminati giungono alla bocca. La prevenzione migliore è quindi lavarsi le mani con il sapone. Fate in modo di praticare una buona igiene in cucina e in casa.

La cura più importante se si è colpiti da gastroenterite è bere molto!

Un’infezione virale si risolve spontaneamente entro due o tre giorni. L’importante è  bere molto per apportare al corpo i liquidi e i minerali persi. Gli adulti sani sopportano bene un deficit temporaneo di liquidi, ma si sentono spossati. Per le persone anziane, con un sistema immunitario indebolito e per i bambini, una disidratazione può essere però pericolosa. Fate attenzione ai sintomi (vedi anche la sezione: «Quando rivolgersi al medico?»).

Fate in modo di bere a sufficienza: almeno tra 1,5 e 2 litri al giorno nella fase acuta. Le bevande più tollerabili sono acqua liscia, tisana alle erbe e brodo. Allo stesso tempo, il brodo ripristina anche gli elettroliti persi. Non assumete bevande zuccherate come succhi di frutta, limonate, bevande energetiche, caffè e alcol. Questi irritano ancora di più lo stomaco e l’intestino.

Le soluzioni elettrolitiche sono indicate per bambini piccoli, anziani o in caso di diarrea molto abbondante. Le soluzioni pronte contengono il giusto apporto di destrosio, sali e minerali che risolvono la carenza di acqua e sali. In farmacia le si può trovare in polvere da sciogliere in acqua. Altrimenti, potete preparare la soluzione elettrolitica a casa:

Soluzione elettrolitica:

Mischiate 4 cucchiaini di zucchero, ¾ di cucchiaino di sale da cucina e 1 tazza di acqua liscia o minerale (in alcuni Paesi l’acqua del rubinetto può essere contaminata da batteri). Quantità da bere: 40 ml per ogni kg di peso corporeo al giorno. Esempio: una persona che pesa 75 kg dovrebbe berne 3 litri distribuiti durante la giornata.

Concedetevi anche tanta tranquillità. Gli sforzi fisici sono tabù visto che il sistema immunitario ha già tanto da tribolare per combattere l’agente patogeno nell’intestino.

Cosa mangiare in caso di infiammazione intestinale?

Nella prima fase acuta di una gastroenterite il modo migliore per curarsi è astenersi dal cibo. Evitate però un calo degli zuccheri. Non appena avvertite di nuovo fame o appetito, iniziate con cibi leggeri. I seguenti alimenti non appesantiscono stomaco e intestino. L’importante è masticare bene.

  • Fette biscottate o pane raffermo senza farcirlo. Dà molta energia. Sarebbe meglio evitare invece il pane fresco.
  • La crema d’avena calma lo stomaco e rifornisce il corpo di energia, liquidi e sali minerali.
  • Purea di patate pura – senza condimenti, senza burro, preparato solo con acqua
  • Zuppa o purea di carote o zucchini
  • Se lo tollerate, anche il finocchio ha proprietà benefiche. I suoi oli essenziali hanno un’azione calmante sull’apparato digerente.
  • Se avete tollerato bene tutti questi alimenti, provate con una mela grattugiata o una banana schiacciata. La frutta non apporta solo fruttosio, ma anche elettroliti. La mela contiene in più la fibra alimentare pectina, che allevia la diarrea.
  • Riso, pasta in piccole quantità

Evitate grassi e fibre, come insaccati, formaggi, latte, pane integrale, müesli, frutta, verdura cruda. Rinunciate per il momento anche a tipi di prodotti piccante, dolci o che provocano gonfiore, ed evitate il caffè. Individuate cosa vi fa sentire bene, reinserendo gli alimenti nella vostra dieta poco a poco.

Rimedi efficaci per alleviare i disturbi

Calore: una borsa dell’acqua calda o un cuscino con noccioli di ciliegia appoggiati sul ventre allevia i dolori e i crampi.

Argilla curativa: questa sabbia fine ricca di minerali e oligoelementi è efficace contro la diarrea perché l’argilla assorbe i liquidi e le tossine. È possibile acquistarla in polvere o capsule nelle farmacie o nelle parafarmacie.

Zenzero: nei bambini questa radice speziata può ridurre la durata e la gravità del vomito. Lo zenzero fa bene anche agli adulti. Per le ricette consultare l’articolo del blog sullo zenzero.

Tisane per stomaco e intestino: i frutti e le erbe medicinali come mirtilli, camomilla, finocchio, anice o cumino hanno un effetto calmante sul tratto gastrointestinale e alleviano i disturbi. È possibile acquistare tisane già pronte o erbe da mischiare a casa.

Carbone vegetale: le particelle del carbone vegetale ad uso medicinale hanno una superficie così ampia da permettere a tossine batteriche, sostanze organiche e agenti patogeni di depositarvisi sopra e di essere espulsi. Fatevi consigliare in farmacia.

Quando rivolgersi al medico?

Una diarrea persistente indica la presenza di germi aggressivi. In questo caso è necessario fare accertare dal medico la causa concreta dell’infezione. Contattate il medico nelle seguenti situazioni:

  • nessun miglioramento dei disturbi entro tre giorni;
  • febbre alta persistente;
  • sangue nelle feci;
  • malattia dopo il rientro da un viaggio in Paesi lontani;
  • malattia poco dopo essere stati dimessi dall’ospedale;
  • sintomi di una disidratazione come disturbi cardiocircolatori, vertigini, stato confusionale, svenimento, insufficienza renale;
  • dolori addominali (alla palpazione, ventre teso).

I neonati e i bambini piccoli si disidratano molto più velocemente. Sintomi e situazioni in cui è opportuno consultare un medico:

  • il bambino è stanco e passivo, apatico;
  • ha le occhiaie o occhi infossati, nei neonati: fontanella infossata;
  • riflesso di suzione debole, difficoltà di deglutizione;
  • ridotta produzione di urina (meno di due o tre pannolini bagnati al giorno);
  • pelle, bocca e lingua secche;
  • assenza di lacrime durante il pianto;
  • febbre alta persistente;
  • vomito persistente e defecazione frequente;
  • eruzione cutanea;
  • sangue nelle urine.

Domande frequenti sull’influenza intestinale

L’infezione gastrointestinale è provocata da batteri, virus e parassiti. Una persona infetta può trasmetterla a un’altra. A prescindere dall’agente patogeno, le feci e il vomito del malato sono altamente infettivi. Una buona igiene delle mani è tutto in questi casi.

In un’influenza intestinale batterica, i germi provengono da acqua sporca e alimenti contaminati come salumi crudi, uova crude, pollame o prodotti a latte crudo.

Di norma, un virus gastrointestinale è innocuo e non è necessario alcun farmaco. Il frequente svuotamento dell'intestino è noioso, ma è l'unico modo per far uscire gli agenti patogeni dall'organismo. Tuttavia, se la diarrea (con vomito) dura più di tre giorni, è necessaria una visita medica per chiarire le cause. Nel caso di un'influenza gastrointestinale batterica, le persone colpite possono dover assumere farmaci specifici, cioè antibiotici, contro gli agenti patogeni.

In passato, la cola e gli stick salati venivano utilizzati come rimedio casalingo contro l’influenza intestinale. Ma sono sconsigliabili. Per i bambini la cola non è assolutamente adatta: l’alto contenuto di zucchero può peggiorare la diarrea e la caffeina sottrae al corpo ancora più potassio. Meglio ricorrere alle fette biscottate o alle banane. Per saperne di più leggere la sezione «Cosa mangiare in caso di infiammazione intestinale?»

Un’intossicazione alimentare ha sintomi simili a un’influenza intestinale. Nel virus intestinale, però, questi variano da persona a persona: non tutti sentono ad esempio il bisogno di vomitare. Una caratteristica tipica dell’intossicazione alimentare è la comparsa simultanea della malattia all’interno di un gruppo di persone, ad es. in una casa per anziani. Per quanto riguarda invece il virus intestinale, a esserne colpita è per lo più una sola persona. Per stabilire l’agente patogeno specifico e quindi la diagnosi è necessario sottoporre campioni di feci e alimenti contaminati a un esame di laboratorio.

Dipende dalla causa. Le persone affette espellono la maggior parte degli agenti patogeni non appena si manifestano i sintomi acuti. Se, in questo stadio, altre persone entrano a contatto ad esempio con il vomito o le feci, possono contagiarsi. Gli agenti patogeni possono essere espulsi però anche alcuni giorni o perfino alcune settimane dopo la scomparsa dei sintomi e contagiare altri.

Il periodo tra il contagio e la comparsa dei primi sintomi (tempo di incubazione) varia tra 1 e 7 giorni a seconda dell’agente patogeno. In caso di norovirus o salmonella, l’influenza intestinale può manifestarsi già dopo sei ore, nel caso del Campylobacter anche fino a cinque giorni dopo.

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