In che modo il tempo di esposizione influisce sulla salute?

Ormai per molte persone immaginare una vita senza smartphone è quasi impossibile. Spesso passiamo ore allo schermo senza accorgercene. Ma qual è il tempo di esposizione massimo che non nuoce alla salute? E cosa possiamo fare per non superarlo?

19.05.2022 Nina Merli 5 minuti

Tempo di esposizione: quanto tempo trascorriamo davanti allo schermo?

Sia durante le ore di lavoro che nel tempo libero, ormai non possiamo più fare a meno di tablet, computer e cellulari nella nostra quotidianità. Leggiamo i giornali online, curiamo i nostri contatti sociali tramite le app e guardiamo i film in streaming: insomma, i nostri occhi sono perennemente incollati allo schermo di un apparecchio. Il tempo che i giovani trascorrono in media ogni giorno al cellulare è di 3 ore e 47 minuti, senza considerare i momenti passati davanti al televisore o al computer. 

Quali sono le ripercussioni sulla salute di tante ore davanti allo schermo?

Coloro che trascorrono ogni giorno tante ore davanti allo schermo, probabilmente la sera si lamenteranno di avere gli occhi stanchi e le spalle contratte. Le conseguenze di questa abitudine possono essere però anche più gravi.

Conseguenze fisiche

Mentre ci intratteniamo o lavoriamo in modalità digitale, stiamo seduti al computer oppure sdraiati sul divano o sul letto. Così facendo trascuriamo il movimento, e la mancanza di esercizio fisico può portare a vari problemi tra i quali tensioni muscolari, disturbi circolatori e persino discopatia.

  • Sono state condotte numerose ricerche sulla correlazione tra esposizione allo schermo e sovrappeso, e oggi è ormai assodato che trascorrere troppo tempo davanti a un computer o un cellulare porta all’insorgenza di problemi di peso.
  • A subire le conseguenze di questa abitudine possono essere nuca, collo e schiena, ma a risentirne di più sono gli occhi.

Conseguenze psichiche

Oltre ai disturbi fisici, le tante ore trascorse davanti a uno schermo possono essere anche la causa di problemi di natura psichica, evidenti in modo particolare nei giovani e nei bambini in caso di utilizzo regolare.

  • L’esposizione prolungata alla luce blu emanata dagli apparecchi elettronici tende a mantenere svegli e alla lunga può portare a disturbi del sonno.
  • L’irritabilità può costituire uno dei primi sintomi dell’astinenza.
  • Numerosi studi hanno già dimostrato la correlazione tra iperattività e consumo eccessivo dei social media.
  • Anche la mancanza di attenzione e le difficoltà di concentrazione possono essere riconducibili a un tempo di esposizione allo schermo troppo lungo. Dopo la pandemia è stato riscontrato un forte aumento della disattenzione e dell’iperattività.
  • In casi estremi, un tempo di esposizione prolungato può causare anche una dipendenza da Internet.

In che misura la quotidianità digitale influisce sui nostri occhi?

Che cos’è la «Office Eye Syndrom»?

L’uomo sbatte gli occhi da 10 a 15 volte circa al minuto, inumidendo con ogni battito della palpebra la superficie oculare con il liquido lacrimale. Si tratta di un movimento fondamentale per la salute dei nostri occhi. Infatti, nel liquido lacrimale sono contenute sostanze battericide che proteggono la cornea dalle infezioni. Quando, però, il nostro sguardo è concentrato davanti allo schermo, spesso ci dimentichiamo di compiere questo importante gesto, e tale distrazione può portare alla cosiddetta «Office Eye Syndrom», con conseguenze quali:

  • occhi arrossati
  • sensazione di corpo estraneo
  • bruciore oculare
  • sfarfallio
  • occhi stanchi
  • occhi lacrimanti

Come evito l’insorgere della Office Eye Syndrom?

  • Pause: rilassate con regolarità i muscoli oculari. A tal fine, distogliete gli occhi dallo schermo e lasciateli vagare per la stanza, concentrandovi ogni volta su un oggetto in lontananza.
  • Ergonomia della postazione di lavoro: mantenete una distanza minima dallo schermo di circa 50-80 centimetri.
  • Qualità dell’aria: assicuratevi che la stanza dove lavorate sia ben areata ed evitate, se possibile, di utilizzare il calorifero o il climatizzatore.
  • Idratazione: idratate gli occhi secchi con un collirio, assicurandovi di utilizzare un prodotto privo di conservanti e fosfati che possono irritare ulteriormente l’occhio.
  •  Illuminazione: sul vostro posto di lavoro optate per una combinazione di lampada da tavolo e illuminazione da soffitto, prevedendo anche diverse fonti luminose con varie intensità cromatiche (lampadine convenzionali, tubi fluorescenti o lampade alogene).

Riquadro: Bambini e tempo di esposizione allo schermo

È importante che soprattutto i bambini trascorrano meno tempo possibile davanti a uno schermo. I raggi di luce emessi dagli schermi accelerano la crescita degli occhi, rendendo gli occhi più allungati, e ciò può causare la miopia. Ma anche l’esercizio fisico, tanto importante per i bambini, tende a passare in secondo piano. Per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di evitare l’esposizione a qualsiasi tipo di display ai bambini prima dei due anni di età. Dai due ai quattro anni, gli esperti consigliano di non superare l’ora. L’iniziativa dell’UE per una maggiore sicurezza online indica i seguenti valori guida:

  • da 0 a 3 anni: massimo 5 minuti
  • da 4 a 6 anni: massimo 20 minuti (ma non tutti i giorni)
  • da 7 a 10 anni: massimo 30-45 minuti al giorno

Il compito dei genitori

  • Stabilite con chiarezza i modi e i tempi di utilizzo degli apparecchi digitali: ciò servirà a evitare discussioni.
  • Date il buon esempio. Pianificate delle pause dallo smartphone anche per voi stessi.
  • Proponete ai vostri figli delle alternative.
  • Fate attenzione non soltanto al tempo che i bambini trascorrono davanti allo schermo, ma anche ai contenuti che visualizzano.
  • Spegnete smartphone o tablet due ore prima di andare a dormirne. 

Come faccio a controllare il tempo di esposizione allo schermo?

  • La maggior parte degli smartphone dispone tra le impostazioni di diverse possibilità per ridurre il tempo di esposizione. È possibile impostare delle «pause» durante le quali si è raggiungibili solo da persone selezionate, oppure inserire un limite temporale per l’utilizzo di determinate app. Scaduto il limite desiderato, riceverete una notifica che vi informa del limite raggiunto. L’app viene bloccata in automatico a meno che non estendiate il limite di tempo. Anche se alla fine non si riesce a rispettare il limite, questo espediente aiuta ad avere una migliore percezione del proprio uso dei media.
  • Disattivate il maggior numero possibile di funzioni push, queste sono infatti una continua fonte di distrazione e attirano la vostra attenzione sul cellulare.
  • Bandite gli apparecchi elettronici dalla camera da letto. Soprattutto la sera, si tende a scorrere lo schermo dello smartphone per scoprire le novità in rete, non dando così affatto peso alla stanchezza.
  • Non utilizzate il cellulare come sveglia domestica, altrimenti la prima cosa che farete al mattino sarà prendere in mano lo smartphone.
  • Ogni tanto provate a fare «digital detox» e godetevi il tempo libero da qualsiasi mezzo tecnologico. La «dieta digitale» può durare un’ora, una giornata e un mese intero: sarete voi a stabilirlo in base alle circostanze esterne (lavoro, famiglia, ecc.) e ai vostri obiettivi personali. All’inizio ci vorrà un po’ di sforzo per riuscire a fare a meno del cellulare in modo consapevole, ma dopo qualche tempo sarete meravigliati, e soprattutto felici, del tempo che sarete riusciti a guadagnare.

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