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«Possiamo fare di più per ridurre i costi»

I costi nel sistema sanitario aumentano e, di conseguenza, i premi. Per il CEO di Helsana, Daniel H. Schmutz, una cosa è certa: Helsana si impegnerà in futuro a incidere sui costi, laddove le sia possibile.

CEO Interview Schmutz

Daniel H. Schmutz, CEO di Helsana, sul tetto della sede centrale di Dübendorf

Signor Schmutz, lei risponde spesso alle domande dei nostri clienti al telefono del servizio di consulenza. Lo farà anche questo autunno?

Sì, certo. Non vedo già l’ora di mettermi all’opera in tutte le regioni.

Come spiega con parole semplici perché i premi aumenteranno di nuovo?

In linea di massima, i costi della sanità aumentano e, di conseguenza, anche i premi. Ma quest’anno la situazione è particolarmente complessa.

Cosa c’è di diverso rispetto agli anni passati?

La compensazione dei rischi cambia, si applicherà la nuova legge sulla vigilanza dell’assicurazione malattie e le direttive concernenti i contratti collettivi verranno adeguate. Questi fattori comportano per certi assicurati un aumento dei premi decisamente superiore alla media. Per contro, quest’anno ci saranno anche delle riduzioni. A questa sfida reagiamo anche accorpando le nostre affiliate specializzate nell’assicurazione di base. Avanex verrà accorpata a Helsana, mentre Sansan a Progrès. In questo modo attenuiamo l’aumento dei premi per i nostri clienti.

I costi aumentano di anno in anno perché nel nostro Paese pretendiamo un livello di qualità molto alto. Dobbiamo quindi accettare il fatto che i premi aumenteranno sempre di più, giusto?

Per quanto riguarda il discorso degli elevati standard di qualità richiesti, le do ragione. Vogliamo andare dal dottore non appena ci fa male qualcosa e vogliamo l’ospedale il più possibile davanti casa. Ma non sono d’accordo con il fatto che ciò comporti automaticamente costi elevati. Gli incentivi sbagliati e l’inefficienza sono fattori di rincaro più incisivi.

Può fare un esempio di incentivi sbagliati?

Prendiamo a esempio la radiologia. Un servizio che costa 150 franchi viene fatturato a 470 franchi. Questo elevato margine di guadagno è dovuto a regole ferree nel sistema sanitario. Non c’è dunque nulla da meravigliarsi se nel nostro Paese il numero di radiologi dal 2003 è raddoppiato.

Altri esempi?

Da noi manca una sana concorrenza che sappia scalzare i competitori. Ad esempio nel settore ospedaliero. Oggi capita di incontrare più ospedali pressoché nella stessa zona. A Basilea, l’ospedale di Basilea-Città e quello di Basilea-Campagna distano solo 7 chilometri l’uno dall’altro solo perché vi è il confine tra i due semicantoni. Gli sforzi di consolidamento in corso di entrambi i governi incontrano resistenza. Un altro grande problema è la rigorosa regolamentazione dei prezzi concernenti i medicamenti. Nel confronto internazionale, i prezzi dei generici sono, ad esempio, di gran lunga superiori alla media. Qui potremmo risparmiare facilmente e in poco tempo fino a mezzo miliardo di franchi.

Come?

Introducendo un cosiddetto sistema d’importo fisso, con cui non è più il medicamento a essere rimborsato, bensì il principio attivo. Ciò potrebbe fermentare la concorrenza tra gli offerenti comportando una riduzione dei prezzi. A questo proposito, Helsana ha avanzato una bozza concreta di ordinanza.

Perché non si attuano direttamente le soluzioni rapide?

Gli adeguamenti farebbero dei vinti tra i settori che guadagnano meno. Questi sono ben organizzati. Inoltre, dovremmo anche cambiare il nostro comportamento. Faccio un esempio: tutti e due i miei figli giocano a calcio. Se uno della squadra rimanesse a terra con un ginocchio dolorante, tutti si precipiterebbero a invocare il ricorso a una RM. In passato si stringevano i denti e si continuava a giocare.

E se dovessimo pagare di tasca nostra questa RM? Sarebbe una soluzione?

Lo svizzero non vuole un sistema che dipenda dal reddito. Molto più efficienti e più giusti sono i nostri modelli di managed care. Ciò significa che il medico generico valuta se è necessaria una RM dallo specialista o se bastano tre giorni di riposo per rimettere in sesto la gamba. Inoltre, dobbiamo rafforzare la responsabilità personale di ogni individuo.

Si riferisce alla competenza in materia di salute?

Esatto. Dobbiamo consentire a ciascun individuo di accedere a informazioni oggettive, che potrebbero essergli utili in questioni legate alla salute. Spesso il cliente non dispone delle informazioni necessarie per raccapezzarsi nell’intera giungla della sanità. Nell’ambito della prevenzione del cancro stiamo già rimediando al problema.

Si potrebbe quindi risparmiare così del denaro senza dover rinunciare alla qualità?

Sì, esattamente. Ma possiamo fare ancora molto di più. In futuro, Helsana si impegnerà più a fondo per ridurre i costi nel settore sanitario.

Con quali mezzi intende farlo Helsana?

Disponiamo di una grande quantità di dati che valutiamo nell’ambito di studi in forma anonima. In questo modo siamo in grado di documentare gli incentivi sbagliati e individuare dove è possibile risparmiare sui costi. I risultati degli studi ci consentono di fare più pressione sui fornitori di prestazioni, ad esempio, quando si accerta che determinati trattamenti non sono necessari o sono in parte persino controproducenti. Inoltre, intratteniamo un fervido scambio di informazioni con i responsabili della sanità nei singoli cantoni.

Dove potrebbero risparmiare, ad esempio, i cantoni?

Nei costi ospedalieri. Oggi, sempre a causa degli incentivi sbagliati, si tende a sottoporre i pazienti a cure stazionarie piuttosto che a cure ambulatoriali. Di recente, abbiamo stilato insieme alla Direzione sanitaria del Canton Zurigo una lista di interventi chirurgici che sotto l’aspetto dei costi e della salute sarebbe più sensato effettuare ambulatorialmente. Zurigo sta riflettendo se adeguare di conseguenza il mandato di prestazioni. Se gli ospedali non ricevono soldi dal cantone per interventi chirurgici stazionari non necessari, questi vengono automaticamente eseguiti ambulatorialmente.

Su quale altro fronte intende impegnarsi Helsana nel lungo termine?

Dobbiamo rafforzare la nostra immagine di attore nel settore sanitario e non limitarci a essere un assicuratore efficiente. Vogliamo impegnarci per la vita dei nostri clienti, essere lì per loro non per sopperire semplicemente a mandati. Inoltre, ci impegneremo di più sul fronte del managed care. A Zurigo oltre un terzo di tutti i medici sono organizzati in studi associati. In Ticino lo è appena il 10 percento. Sempre in Ticino, i costi nell’assistenza di base aumentano più rapidamente che a Zurigo – un chiaro segnale a favore del managed care. Il sistema sanitario sta cambiando e vogliamo essere parte di questo cambiamento, ma sempre con una certa prudenza e sempre a vantaggio dei nostri clienti.

Intervista: Daliah Kremer