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Assicurazione malattie: miti e verità

Se ne sente parlare al bar o sul tram, li si legge sui giornali scandalistici o siamo noi stessi a discorrerne avventatamente: sono i miti diffusi sulle assicurazioni malattia. Ecco i sei più frequenti e la verità a riguardo.

Mito 1

«Gli assicuratori malattie sono solo delle casse: riscuotono premi e pagano fatture.»

Mythos 1 Helsana si impegna fortemente al fine di garantire nel tempo la sostenibilità dei premi, mantenendo alta la qualità e assicurandone l’accesso a tutti a prezzi ragionevoli. Tra gli sforzi compiuti figurano, oltre a un controllo efficiente delle fatture, misure come il controllo della frode, l’acquisto di prestazioni a buone condizioni nonché la consulenza e l’accompagnamento dopo un infortunio o una malattia. Anche i nostri sforzi politici a favore di un sistema sanitario liberale e l’impegno a livello scientifico mirante a una maggiore trasparenza nel sistema sanitario per il bene degli assicurati sfatano il mito dell’assicurazione quale mero organismo pagatore.

Mito 2

«Gli assicuratori si occupano soprattutto di chi è sano perché non costa niente.»

Mythos 2 Helsana si impegna a favore dei propri assicurati indipendentemente dal loro stato di salute e di un’assistenza ottimale per tutti. Offriamo moltissimi programmi che contribuiscono all’approvvigionamento sanitario e migliorano il benessere. Basti pensare a quelli volti alla promozione della salute, alla prevenzione delle cadute o al case management. Con quest’ultimo si persegue l’obiettivo di accompagnare gli assicurati nel loro percorso di reinserimento lavorativo dopo un’assenza prolungata o un infortunio.

Mito 3

«Nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie paghiamo tutti lo stesso premio.»

Mythos 3 Le prestazioni dall’assicurazione di base sono stabilite dalla legge; i premi devono coprire i costi nelle regioni dei premi dei singoli assicuratori. I diversi importi dei costi a seconda dell’assicuratore e della regione comportano quindi premi altrettanto diversi. Anche le esigenze degli assicurati portano a premi differenti. Ci sono assicurati, ad esempio, che beneficiano di uno sconto sui premi se scelgono franchigie più elevate e optano per l’assistenza integrata.

Mito 4

«Gli assicuratori malattie conseguono utili tali da poter addirittura accumulare riserve.»

Mythos 4 Gli assicuratori malattie non possono ottenere alcun profitto dall’assicurazione di base. La legge li obbliga ad accumulare riserve per la copertura di costi imprevisti, causati ad esempio da un numero inaspettatamente elevato di casi gravi e costosi o da epidemie e pandemie transnazionali. In questo modo si evita un eventuale indebitamento. Le eccedenze restano quindi sempre all’assicurazione di base, il che contribuisce a ottenere premi stabili.

Mito 5

«Gli assicuratori malattie sprecano in pubblicità denaro derivante dai premi.»

Mythos 5 La pubblicità fa parte del sistema concorrenziale. La concorrenza spinge gli assicuratori a lavorare in maniera orientata ai clienti e a offrire le migliori prestazioni possibili a premi interessanti. I costi relativi alla pubblicità e all’acquisizione ammontano a meno dell’uno percento del totale dei premi dell’assicurazione di base.

Mito 6

«Gli assicuratori malattie hanno costi amministrativi troppo elevati.»

Mythos 6 I costi amministrativi degli assicuratori malattie rappresentano solo il 5 percento circa dei premi. Nessun’altra assicurazione sociale svizzera raggiunge un valore tanto basso per quanto riguarda gli oneri amministrativi. Per l’assicurazione contro la disoccupazione e l’assicurazione contro gli infortuni svizzera Suva le spese amministrative sono molto più elevate.



Testi: Guido Klaus