Il reddito influisce notevolmente sulla fruizione di prestazioni sanitarie

Le persone con un reddito più basso vanno più spesso dal medico. Allo stesso tempo, usufrui-scono con minore frequenza delle offerte di prevenzione. Lo rivela il nuovo rapporto di Helsana «Reddito familiare e fruizione di prestazioni sanitarie».

23.06.2026

Le persone con un reddito basso soffrono con maggiore frequenza di malattie croniche, vanno più spesso dal medico, usufruiscono di meno prestazioni di prevenzione e comportano costi maggiori. Lo dimostra il nuovo rapporto sui redditi realizzato dall’Università di Basilea su mandato di Helsana, basato su dati assicurativi e sui redditi. I risultati evidenziano differenze significative tra le fasce di reddito. Ecco alcuni esempi:

  • In caso di depressione, la percentuale nella fascia di reddito più bassa è circa tre volte superiore a quella nella fascia di reddito più alta.
  • In caso di colesterolo alto, la differenza è del 74%.
  • Nel caso del dolore cronico, le persone con un reddito basso sono colpite con una frequenza tre volte superiore e ricevono molto più spesso antidolorifici forti.
  • Per quanto riguarda la degenza ospedaliera, le persone assicurate con un reddito inferiore registrano degenze più lunghe. 

La differenza nella fruizione di prestazioni mediche è complessa, ma non è possibile spiegarla esclusivamente con lo stato di salute. Anche a parità di condizioni di salute, le persone con un reddito più basso usufruiscono di maggiori prestazioni. Stando all’analisi, per le persone con un reddito familiare fino a 2000 franchi i costi sanitari ammontano a circa 4764 franchi all’anno. Per le persone con un reddito superiore a 8000 franchi i costi sono pari a circa 3279 franchi.

Diversa fruizione della previdenza

Nonostante le offerte in parte gratuite, le economie domestiche con un reddito più basso si sottopongono alle visite profilattiche molto più raramente rispetto alle persone con un reddito più elevato. Ciò è evidente, ad esempio, nello screening del tumore all’intestino: il tasso di partecipazione è basso anche nei Cantoni con programmi di prevenzione finanziati e in alcuni casi si attesta solo tra il 25 e il 48 per cento. Pertanto, la partecipazione alla previdenza non può essere spiegata unicamente da fattori finanziari. Le competenze in materia di salute e le informazioni rivestono un ruolo importante.

Gli incentivi esistenti perdono efficacia

I risultati dimostrano inoltre che gli incentivi finanziari sono sempre meno efficaci nel sistema attuale. La fran-chigia minima è pari a 300 franchi da circa 20 anni. In questo lasso di tempo i costi medi sono aumentati significativamente e l’effetto di regolazione della franchigia è diminuito. 

Necessità di intervento in incentivi e prevenzione

I risultati indicano la necessità di un intervento strutturale. La franchigia minima deve essere modificata per rafforzare nuovamente la sua funzione di regolazione. Allo stesso tempo occorre migliorare l’offerta nell’ambito della previdenza e renderla accessibile a tutti. Infine, bisogna promuovere le competenze in materia di salute tra la popolazione. Il nuovo quadro giuridico ai sensi dell’art. 56a LAMal offre la possibilità di in-formare in modo mirato le persone assicurate in merito a prestazioni e misure di prevenzione adeguate. Que-sto strumento è volto a contribuire a ridurre le carenze assistenziali e a coordinare più efficace la fruizione di prestazioni.

Rapporto sul reddito

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