Primo soccorso: solo una persona su due se la sente di prestare soccorso in caso di emergenza

Cosa fare in un’emergenza medica? I risultati di una recente indagine condotta su incarico della Croce Rossa Svizzera e di Helsana rivelano che la metà della popolazione non è sicura di come agire in situazioni d’emergenza e nel prestare primo soccorso. Un’insicurezza dovuta a conoscenze carenti o non aggiornate.

10.09.2020

In un’emergenza medica bisogna agire rapidamente. In attesa dell’arrivo dei professionisti, fornire primo soccorso a chi viene improvvisamente colpito da un malore o rimane coinvolto in un infortunio può evitare o limitare i danni alla salute e addirittura salvare la vita.

La Croce Rossa Svizzera (CRS) e la compagnia assicurativa svizzera Helsana hanno incaricato l’istituto Sotomo di condurre un’indagine rappresentativa sul comportamento e sulle competenze in materia di primo soccorso della popolazione svizzera. I risultati mostrano che, nonostante la volontà di prestare aiuto sia elevata, una persona su due non dispone delle conoscenze sufficienti per farlo.

Nozioni rimosse col tempo

Essere in possesso di scarse conoscenze significa esitare nel prestare soccorso. Un motivo di insicurezza risiede nel fatto che per molti l’ultimo corso di primo soccorso risale ad anni addietro (in media 15) – un lasso di tempo durante il quale molte nozioni vengono dimenticate. «L’ampia scelta di corsi e di perfezionamenti nell’ambito del primo soccorso offerta dalla CRS e dalle sue organizzazioni di salvataggio contribuisce a far sì che nel nostro Paese tutti possano aiutare correttamente in caso di emergenza», afferma Markus Mader, direttore della CRS.

Tra gli intervistati che si sono dichiarati incerti, gran parte sono convinti che frequentare regolarmente corsi di ripetizione aumenterebbe il senso di sicurezza. Molti chiedono inoltre che i corsi su questo tema entrino a far parte del ciclo di studi obbligatorio. La maggior parte dei partecipanti al sondaggio, inaspettatamente anche i più giovani, ritiene infine che anche in epoca digitale i corsi dovrebbero essere svolti alla vecchia maniera, ossia partecipandovi di persona.

La CRS ed Helsana uniscono le loro forze affinché in Svizzera ciascuno di noi sia in grado di prestare primo soccorso in una situazione di necessità. La dottoressa Claudine Blaser, membro della direzione di Helsana, dichiara: «Insieme alla CRS vogliamo sensibilizzare al tema del primo soccorso, perché quando è il momento di intervenire bisogna agire rapidamente e risparmiare inutili sofferenze».

Volontà di aiutare nonostante le regole di distanziamento

Dall’indagine sono emersi anche dati rassicuranti: tre quarti degli intervistati hanno dichiarato che in caso di emergenza digiterebbero il numero corretto per chiamare un’ambulanza, ovvero il 144. Inoltre, in un’epoca in cui le regole contro la diffusione del coronavirus influenzano non poco il quotidiano degli abitanti, la maggior parte di loro aiuterebbe chi si trova in difficoltà malgrado le norme di distanziamento sociale.

Informazioni sull’indagine

Il sondaggio della CRS ed Helsana, condotto dall’istituto di ricerca Sotomo, ha analizzato il tema del primo soccorso nel nostro Paese. A luglio 2020, 3000 persone residenti nella Svizzera tedesca, francese e italiana sono state intervistate. I panel online di Sotomo e Intervista hanno costituito la base della ricerca. Tramite una ponderazione statistica i risultati sono rappresentativi per l’intera popolazione a partire dai 18 anni che parla una delle lingue nazionali.

12 settembre 2020: Giornata mondiale del primo soccorso

Con la Giornata mondiale del primo soccorso, che si celebra il 12 settembre, il Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa desidera attirare l’attenzione sull’importanza di possedere conoscenze in materia di primo soccorso.

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