Panoramica

«Sempre la stessa storia con le casse malati!»

Le assicurazioni malattia sono un tema molto popolare, spesso oggetto di accese discussioni. Ecco le tre affermazioni più frequenti e la realtà dei fatti.

«Fanno soldi a palate con i nostri premi!»

Non è ammesso conseguire profitti con i premi che riscuotiamo nell’assicurazione di base. Questo è quanto prevede la Legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie. Immaginate una baita di montagna: nei mesi caldi raccogliete la legna per riscaldare i locali nella stagione fredda. Se l’inverno è molto rigido, siete felici di disporre di eventuali rimanenze di legna dell’anno precedente. Se l’inverno è mite, vi resta una riserva per l’anno successivo. Lo stesso vale per i premi incassati. Ogni estate proponiamo i nuovi premi all’Ufficio federale della sanità pubblica, fissati in base al calcolo preventivo delle nostre spese per l’anno successivo. L’ammontare dei premi dipende anche dalle prestazioni di cui fruiscono i nostri assicurati. Se nell’anno successivo i premi incassati superano le uscite, investiamo le eccedenze per la creazione di riserve. Se invece le nostre entrate risultano insufficienti, possiamo attingere a queste riserve.

«Spendono enormi somme per l’amministrazione!»

Supponiamo che siate stati ricoverati in ospedale. La fattura ospedaliera viene sottoposta a un esame approfondito per verificare l’efficacia, l’appropriatezza e l’economicità delle misure adottate. Il nostro sistema dati individua qualsiasi tipo di irregolarità. In questo modo risparmiamo circa 300 milioni di franchi all’anno. Il controllo delle fatture rientra per esempio nelle spese amministrative e si ripercuote positivamente sui vostri premi.

«Sprecano un mare di soldi in pubblicità!»

Secondo i dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica, nel 2017 noi assicuratori malattia abbiamo speso complessivamente 105 milioni di franchi per marketing, pubblicità e provvigioni. Rispetto ai premi incassati, questa somma è pari allo 0,3%. Non si tratta quindi di un «mare di soldi», ma piuttosto di piccole gocce.

«A loro interessano solo gli assicurati sani perché non causano costi.»

Se le cose stessero veramente così dovremmo chiamarci «cassa sani». Profondiamo un grande impegno per tutti i nostri clienti, indipendentemente dal loro stato di salute. Per esempio con diversi programmi concernenti la salute. Avete già sentito parlare del nostro Case Management? È un programma che persegue l’obiettivo di accompagnare gli assicurati nel loro percorso di reinserimento lavorativo dopo un’assenza prolungata o un infortunio. I clienti interessati possono contare sul supporto di un interlocutore personale che gli infonde sicurezza e li motiva nella fase di reinserimento. Oppure conoscete Helsana Business Health? Con lo strumento di gestione della salute in azienda, le PMI possono ottimizzare le proprie strutture e i propri processi per promuovere la salute fisica e psichica dei propri collaboratori. Non ci interessiamo quindi delle persone sane, ma della salute delle persone.

«I costi crescono perché diventiamo sempre più vecchi.»

Sono molte le cose imputabili all’età, dai capelli grigi alle rughe sul viso, ma non certo i costi sanitari in aumento. O meglio, solo in parte. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), solo circa l’uno per cento dell’aumento dei costi è riconducibile all’età della popolazione svizzera. Secondo lo studio dell’UST, l’aumento dei costi è dovuto essenzialmente alla crescita della popolazione e al progresso tecnico che consente di disporre di sempre nuovi farmaci e metodi di trattamento più costosi. Grazie a questo sviluppo, secondo le previsioni, in futuro l’età giocherà un ruolo ancora più marginale.

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