Panoramica

Emergenza in montagna

Alice Herrmann ed Erwin Achleitner non vedevano l’ora di partire per la montagna. Non si sarebbero mai aspettati che una lastra di ghiaccio avrebbe rovinato la loro vacanza.

«Non avremmo mai pensato che ci potesse succedere una cosa del genere, considerando quanto siamo prudenti», raccontano Alice ed Erwin. I due sono sciatori abituali e avveduti. Prima del loro soggiorno nella valle Zillertal lo scorso febbraio, non avrebbero mai pensato all’eventualità di un infortunio. C’era molta neve, il sole splendeva. Le condizioni erano perfette. «Volevamo trascorrere una bella giornata sulle piste e rilassarci poi in albergo.»

Ma le cose sono andate diversamente. Sul ghiacciaio di Hintertux, Alice non si accorge di una lastra di ghiaccio leggermente ricoperta di neve, le gambe cedono e cade. Gli attacchi degli sci non si sganciano. La gamba destra è slogata. Non la sente più. «È finita. Non potrò più camminare», pensa tra sé e sé Alice. Erwin la raggiunge subito. Malgrado anche lui riesca a mantenere a malapena l’equilibrio sulla lastra di ghiaccio, cerca di sfilare gli sci alla sua compagna. Alcuni sciatori si fermano e chiedono ai due se hanno bisogno di aiuto. Tra questi c’è anche un medico, il quale constata subito che Alice si è quasi sicuramente fratturata il collo del femore. Un altro sciatore chiama il numero d’emergenza della zona sciistica. Un battipista viene a prendere Alice e la trasporta fino all’elicottero, dato che il velivolo non riesce ad atterrare su un pendio ripido. «È stato proprio in quel momento che mi sono fatto prendere dal panico. Ho cominciato a realizzare cos’era successo», rammenta Erwin. Alice viene elitrasportata all’ospedale di Halle, dove le diagnosticano una frattura al collo del femore. Poco dopo la operano. Il giorno dopo Erwin contatta la centrale per le chiamate d’emergenza di Helsana.

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Tira un sospiro di sollievo sentendo che da quel momento in poi non si sarebbe dovuto occupare più di nulla. «Nel frattempo ho continuato a ricevere tutte le informazioni su qualsiasi passo che veniva fatto.» Erwin va a trovare la sua compagna in ospedale ogni giorno e parte alla volta della Svizzera un giorno prima del rimpatrio di Alice. Alice viene trasportata con un’ambulanza all’ospedale cantonale di Zugo, dove rimane un’altra settimana. Per due mesi deve utilizzare le stampelle e non può sforzare la gamba. Va regolarmente alle sedute terapeutiche. «È stato faticoso. Dovevo lottare», dice Alice con un filo di voce. Continua ad avere forti dolori. La causa viene presto trovata: una vite inserita nella gamba deve essere sostituita perché è troppo lunga. Alice viene quindi di nuovo operata il 29 maggio.

«Il sostegno di Helsana è stato un grande sollievo per noi.»

Due mesi dopo la terapia è finita. Alice può rimontare per la prima volta sulla bicicletta per andare in città. Un grande evento per una donna così attiva come lei. «È stato per me il momento più bello dell’anno!», racconta Alice entusiasta. Finalmente non ho più bisogno dell’aiuto degli altri. Tutto è bene quel che finisce bene. Ancora oggi, Erwin e Alice sono molto grati di aver avuto modo di concentrarsi sulla convalescenza di Alice dopo l’infortunio. «Il sostegno di Helsana è stato un grande sollievo per noi», sottolinea Erwin. «Non ci siamo dovuti occupare neanche del trasporto di rimpatrio né dei conteggi con l’ospedale. È stato fantastico.» Ad ogni modo, la coppia ha tratto un’importante lezione da questa disavventura: «D’ora in poi porteremo sempre dietro il numero d’emergenza della zona sciistica e quello di Helsana.»

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