Daltonismo o discromatopsia?

Chi soffre di daltonismo completo, o acromatopsia completa, percepisce il mondo in sfumature di grigio. Tuttavia, sono molto più frequenti i casi di discromatopsie che non di daltonismo. Spieghiamo qual è la differenza e quali forme esistono.

07.06.2022 Lara Brunner 4 minuti

In realtà il mondo che ci circonda è privo di colore. Solo quando la luce colpisce l’occhio e i coni al suo interno si attivano siamo in grado di vedere i colori che vengono riflessi. Esistono tre tipi di coni: sensibili al rosso, al verde e al blu. Pertanto, tutti i colori che noi percepiamo sono formati da questi tre. Naturalmente siamo in grado di distinguere i diversi colori, ma circa il 5% della popolazione mondiale non ci riesce. Queste persone soffrono di una discromatopsia e non percepiscono a sufficienza alcune tonalità di colore.

Come percepiamo i colori?

La nostra capacità visiva dipende da due tipi di cellule sensoriali presenti nella retina:

  • i bastoncelli, che ci permettono di distinguere tra luce e oscurità,
  • e i coni, con i quali percepiamo i colori.

All’interno dell’occhio esistono i coni rossi, verdi e blu che reagiscono a una specifica gamma di colori. Sono sensibili a determinate lunghezze d’onda della luce. Trasformano lo stimolo in un impulso nervoso inviandolo al cervello, dove ha luogo la percezione dei colori.

Qual è la differenza tra daltonismo e discromatopsia?

Daltonismo

In caso di daltonismo parziale, le persone colpite non sono in grado di percepire singoli colori. Ad esempio, la cecità al verde è chiamata deuteranopia. In questo caso i coni verdi non funzionano o mancano del tutto.

Nel caso di daltonismo completo, noto anche come acromatopsia, le persone colpite non percepiscono alcun colore. Vedono il mondo che li circonda solo attraverso diverse sfumature di grigio. La maggior parte delle volte mancano completamente i coni sulla retina per la percezione dei colori. Tuttavia, anche un disturbo nelle regioni deputate alla vista, ad esempio un nervo ottico malato o una regione cerebrale malata, possono essere un fattore scatenante.

Al momento non esiste una terapia per il daltonismo. I ricercatori e le ricercatrici sperano di trovare in futuro una possibile soluzione nella terapia genica.

Discromatopsia

Chi soffre di discromatopsia o debolezza nella percezione dei colori riesce a riconoscere alcune tonalità solo con difficoltà. I coni nella retina sono presenti, ma funzionano solo in parte oppure non funzionano correttamente. Forme note sono la difficoltà a percepire il verde (deuteranomalia) e la difficoltà a percepire il rosso (protanomalia). In genere gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne. All’incirca l’8% degli uomini soffre di una discromatopsia, mentre tra le donne a esserne colpito è meno dell’1%.

Ecco perché gli uomini sono più colpiti da discromatopsie

I disturbi di percezione del colore vengono acquisiti per via ereditaria in quanto si tratta di un difetto del cromosoma X e hanno carattere recessivo. Di conseguenza, si manifestano solo quando non possono essere compensati da un cromosoma X sano. Un uomo presenta un cromosoma X e un cromosoma Y: se il gene difettoso è presente sul cromosoma X, allora il cromosoma Y non può compensarlo. Le donne, al contrario, presentano due cromosomi X, pertanto se uno dei geni è sano, è in grado di compensare il difetto del gene malato. Potreste quindi essere portatori di un gene difettoso e trasmetterlo per via ereditaria anche se non soffrite di una discromatopsia. Una donna viene colpita solo qualora entrambi i genitori le trasmettono un gene difettoso. 

Diverse forme di discromatopsie

Discromatopsia rosso-verde

Le persone che soffrono di una discromatopsia rosso-verde riconoscono i colori rosso e verde con un’intensità diversa. Presentano quindi o una difficoltà a percepire il rosso (protanomalia) o una difficoltà a percepire il verde (deuteranomalia). Entrambe queste due forme sono determinate da fattori genetici. A seconda della gravità, le persone interessate riescono a distinguere i colori con più o meno difficoltà.

Per la diagnosi gli specialisti ricorrono, ad esempio, alle cosiddette tavole pseudoisocromatiche. Queste tavole presentano numerosi cerchietti colorati che riproducono dei numeri o delle figure. Lo sfondo e la figura si differenziano solo per la tonalità di colore. La luminosità e la saturazione sono le stesse. Le persone con una discromatopsia rosso-verde non sono in grado di riconoscere il numero o la figura.

Al test (in tedesco)

Attualmente non esiste alcun trattamento contro la discromatopsia rosso-verde. In caso di disturbo lieve possono rivelarsi utili degli occhiali o lenti a contatto con un filtro colorato, mentre sui dispositivi elettronici le persone interessate possono regolare i colori nelle impostazioni così da poterli distinguere bene.

Discromatopsia blu-giallo

La discromatopsia blu-giallo è molto più rara della discromatopsia rosso-verde. Le persone interessate da questo disturbo (tritanomalia) hanno difficoltà a percepire i colori nello spettro blu-viola e il colore giallo. Anche questo disturbo è per lo più causato da fattori genetici. Tuttavia, anche patologie della retina, del nervo ottico o la cataratta possono indebolire la percezione del colore blu.

Come per la discromatopsia rosso-verde, per la diagnosi gli specialisti si servono delle cosiddette tavole pseudoisocromatiche.

Al test (in tedesco)

Attualmente non esiste alcuna soluzione medica per porre rimedio a questa debolezza o disturbo. Se in forma lieve, spesso si consigliano degli occhiali o delle lenti a contatto con un filtro colorato, mentre sui dispositivi elettronici può essere utile regolare i colori nelle impostazioni così da poterli distinguere bene.

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