Panoramica

10 fatti sul caffè

A lungo si è creduto che il caffè facesse ammalare. Oggi ne vengono messe, invece, sempre più in evidenza le proprietà positive. Ma dove sta la verità?

La caffeina è un veleno. È una sostanza sviluppata da alcune piante per paralizzare o uccidere gli insetti che le divorano. Per un adulto in buone condizioni di salute, la dose letale corrisponde a dieci grammi di caffeina, cioè a oltre 330 tazzine di espresso. Ma anche un solo grammo può già scatenare lievi intossicazioni. La caffeina si trova nel caffè, nelle bevande alla cola, negli energy drink, nel tè nero e in quello verde, così come – anche se a piccole dosi – nel cacao. I consumatori gradiscono il suo effetto stimolante. È la sostanza psicoattiva più consumata in tutto il mondo.

Ecco gli effetti della caffeina

In primo luogo, la caffeina è uno stimolante. Ci tiene svegli, migliora l’umore, aumenta la concentrazione e l’attenzione.

La fandonia della disidratazione

Il caffè non disidrata il corpo. Viene considerato una fonte di liquidi e può contribuire ai due litri del fabbisogno giornaliero di liquidi del corpo. Il bicchiere di acqua bevuto insieme a un espresso o a un cappuccino non serve a reintegrare i liquidi persi, ma – come a una degustazione dei vini – a neutralizzare il gusto. Lo si beve dunque prima, in modo tale da gustare meglio l’aroma del caffè.

Il caffè non spegne però la sete. La bevanda di gran lunga più adatta è piuttosto l’acqua o il tè alle erbe non zuccherato. Le bevande al caffè nel banco frigo contengono spesso per di più molto zucchero. La Società Svizzera di Nutrizione raccomanda, pertanto, di dare un’occhiata alla dichiarazione nutrizionale e alla lista degli ingredienti.

Quanta caffeina consumare senza correre rischi?

Gli adulti possono consumare fino a 400 milligrammi di caffeina distribuiti nel corso di una giornata, pari a quasi quattro tazze di caffè. Tuttavia, il contenuto di caffeina varia a dipendenza del tipo di chicco e di preparazione. Troppa caffeina provoca sintomi come ansia, arrossamenti del viso, eccitazione, agitazione, tachicardia o nausea. I sintomi scompaiono di nuovo non appena la sostanza viene eliminata dal corpo.

Il caffè indebolisce o rafforza?

A lungo si è creduto che il caffè fosse tutt’altro che salutare. Ma secondo Peter E. Ballmer dell’Ospedale cantonale di Winterthur ci sono oggi indizi secondo cui «prevarrebbero gli effetti benefici di un consumo moderato». Il caffè può essere, ad esempio, un valido aiuto per i pazienti diabetici perché migliora l’effetto dell’insulina. Alcuni studi dimostrano, infatti, che chi beve caffè ha minori probabilità di sviluppare un tumore alla prostata o che il consumo previene l’arteriosclerosi. Secondo altri studi, in soggetti più anziani il caffè migliorerebbe la memoria e ridurrebbe il rischio di sviluppare l’Alzheimer.

Tuttavia, i risultati devono essere presi con la dovuta cautela, poiché si basano su esperimenti su animali e colture cellulari o sono stati ottenuti nell’ambito di studi osservazionali considerati meno espressivi.

Cosa contiene quanta caffeina?

Chi dovrebbe rinunciare alla caffeina?

La caffeina provoca nei bambini iperattività e disturbi del sonno. La dose massima giornaliera non dovrebbe eccedere i tre milligrammi per ogni chilogrammo di peso. La Società Svizzera di Nutrizione raccomanda alle donne incinte di consumare al massimo 200 milligrammi al giorno. Gli esperimenti sugli animali hanno mostrato che la caffeina provoca sul feto e sui piccoli appena nati ritardi di crescita, disturbi della memoria e attacchi epilettici. «Nei neonati prematuri può però migliorare la funzione polmonare», dichiara Christa E. Müller, esperta di caffeina all’università di Bonn.

Quanto tempo ci mette a fare effetto il caffè?

Belli svegli al primo sorso? Tutto frutto della propria immaginazione. Il massimo effetto della caffeina sopraggiunge solo tra i 30 e i 45 minuti dopo l’assunzione, e cioè quando la sostanza viene assorbita dallo stomaco e dal tratto intestinale e distribuita in tutto il corpo. Dopodiché, l’organismo impiega diverse ore prima di riuscire a eliminarla. L’emivita dura all’incirca tra le tre e le cinque ore.

Rimane tuttora un’incognita il perché in alcuni individui l’effetto sia più rapido, mentre in altri più lento. È, invece, ben noto il modo in cui la caffeina si ripercuote sugli organi e sulle funzioni fisiologiche: una migliore irrorazione degli organi, una più intensa attività cardiaca, una maggiore attività intestinale o un effetto stimolante sulla psiche.

Cosa provoca il caffè assunto di sera

La reazione alla caffeina varia da individuo a individuo. L’ideale sta nello scoprire da sé la dose che si tollera. Dopo aver ingerito una tazza di caffè di sera, alcune persone non hanno un sonno tranquillo. Questo perché la fase REM, in cui il nostro corpo si riposa, viene alterata. «Eppure, ci sono persone in cui il caffè ha un effetto conciliante il sonno», afferma Peter E. Ballmer, primario alla Clinica di medicina interna dell’Ospedale cantonale di Winterthur e nutrizionista.

In che modo il caffè crea dipendenza?

Benché la caffeina non sia ufficialmente classificata come una sostanza assuefante, essa crea dipendenza. Ecco quanto dichiarato da Christa E. Müller, ricercatrice sulla caffeina all’università di Bonn. Il corpo si abitua a un consumo regolare anche se se ne assumono piccole dosi. Se non si ingerisce la dose abituale di questo principio attivo, ci si può imbattere in crisi d’astinenza. I sintomi classici sono mal di testa e problemi di concentrazione. L’astinenza può provocare però anche umori depressivi e irascibilità. All’inizio, i sintomi di astinenza possono essere acuti, ma scompariranno del tutto al più tardi nove giorni dopo l’ultima ingestione.

Cosa deve sapere chi ha la pressione alta

Un consumo moderato di caffeina non è nocivo per la salute. È vero sì che la sostanza stimola la circolazione sanguigna, aumenta il battito cardiaco e la pressione, ma non a un livello tale da mettere a repentaglio la salute. Inoltre, un consumo regolare di caffè attenua questo effetto. Un consumo moderato non comporta neanche alcun rischio di arteriosclerosi o di infarto cardiaco. I pazienti affetti da aritmie cardiache dovrebbero essere più cauti. Meglio chiedere al proprio medico se il caffè è indicato.

Questo articolo è apparso per la prima volta nel Beobachter Gesundheit (in tedesco): suggerimenti, consigli sulla prevenzione e sul benessere, informazioni su malattie e sintomi.

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