Settembre 2015

Non scappare, tieni duro

Spesso, potenziare i muscoli in un centro fitness non è visto di buon occhio. Molti pensano che l’attività fisica all’aria aperta faccia meglio. La redattrice di senso Szilvia Früh ha indagato su quale verità ci sia dietro questo pregiudizio e ha provato l’«allenamento eccentrico della forza». Di seguito ci racconta le esperienze illuminanti e i momenti sorprendenti da lei vissuti.

Qualche mese fa, sottoponendomi a un esame della forma fisica, alcuni specialisti mi hanno consigliato di fare meno allenamento di resistenza e, in cambio, di fare qualche volta un po’ di allenamento della forza. Un consiglio questo che ho ignorato alla grande. Sentii parlare poi dell’importanza di una muscolatura possente e dell’allenamento eccentrico della forza, ritenuto più efficace dei tipi convenzionali di allenamento. Ecco perché decisi di fissare un appuntamento per un allenamento di prova presso il centro fitness «Exersuisse».

L’esercizio con l’elefante

Al centro fitness chiedo a Dean Unternährer – il mio istruttore per l’allenamento di prova – di mettermi insieme una serie di esercizi con gli attrezzi sviluppati apposta per questo tipo di allenamento. Il primo esercizio, da fare su uno di questi attrezzi, allena la muscolatura posteriore della coscia. Il metodo funziona così: nella fase concentrica, ossia quando alzo il peso, alleno «normalmente» i muscoli con i pesi tradizionali. Nella fase eccentrica, ossia quando riabbasso il peso e i miei muscoli dovrebbero in realtà «riposarsi», un sensore fa in modo che il peso impostato venga aumentato del 40 percento mediante un meccanismo di ritorno. In questa fase, dice Dean, il muscolo è al massimo della sua potenza e può essere sottoposto a una sollecitazione maggiore. Quando l’attrezzo «ritorna», si ha l’impressione che un elefante si sieda sulle mie cosce e la cosa più difficile è che devo eseguire l’esercizio molto lentamente (ahi!). Lotto contro 30 chili. Chi è più allenato, soprattutto gli uomini, ne solleverebbero 100, spiega Dean. Grazie mille!

Basta non scappare

Ora passo alle cosce anteriori. Dean mi dice di allacciarmi la cintura anche su questo attrezzo. Ha forse paura che scappo? No, allacciare la cintura rende più stabile la schiena. L’esercizio è facile: aprire le gambe, tenerle ferme, chiudere – per 90 secondi. Sembra un gioco da ragazzi, ma piano piano sento le cosce bruciare come il fuoco e anche il mio sedere vuole scivolare via dal sedile. Ah, ecco il perché della cintura.

Solo 90 secondi

Prossima tappa: l’attrezzo per la muscolatura addominale. Nessun problema, mi dico. E via... tendere i muscoli, flettere il busto in avanti sotto il peso, trattenerlo e ritorno. I muscoli addominali mi tremano tantissimo per lo sforzo. Deve essere un buon segno. «Fanne ancora un paio», dice Dean e si appresta ad andare da un signore che ha bisogno di aiuto. Ho l’impressione che Dean stia via da 100 anni e mi chiedo in quali circostanze Einstein sia giunto alla sua frase «Il tempo è relativo». Ma quanto è vera... In questo momento i 90 secondi mi sembrano 100 anni di solitudine. Sto ancora allenando i muscoli della schiena e del petto. Mi sentirò meglio quando potrò smettere.

Sono passati 45 minuti. Non ho sudato un granché, ma non succede neanche quando si cammina in discesa in montagna. Proprio a questo tipo di movimento potrebbe essere paragonato l’allenamento eccentrico: i muscoli frenano continuamente e non possono «riposarsi». In compenso, il giorno dopo si hanno dolori muscolari.

Trema tutto

Dean mi spiega che dopo la fase introduttiva e senza dover ricevere più istruzioni, basta una mezzora per svolgere un giro degli esercizi. L’ideale sarebbe allenarsi due volte alla settimana e mi sembra realistico. Ma prima preferisco vedere come mi sentirò i muscoli.

Poco dopo l’allenamento si fanno già sentire, e anche parecchio. Sento un certo formicolio soprattutto al busto. Mi piace la sensazione di bruciore ai muscoli. I bicipiti e i tricipiti continuano a tremare anche ore dopo nel sollevare una borsa pesante. Cosa mi vogliono far capire? «Dacci di più» o «Lasciaci in pace»? Forse dovrei tornare a fare un’altra serie di esercizi di allenamento della forza per scoprirlo.

Testo: Szilvia Früh